Aereo in ritardo? Diritto all’indennizzo senza onere della prova. Lo ha stabilito la Cassazione

di redazione Blitz
Pubblicato il 23 gennaio 2018 19:55 | Ultimo aggiornamento: 23 gennaio 2018 19:55
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Aereo in ritardo? Diritto all’indennizzo senza onere della prova. Lo ha stabilito la Cassazione

ROMA – Se l’aereo ritarda, i passeggeri hanno diritto a chiedere un indennizzo alla compagnia aerea senza avere alcun onere di provare il ritardo subito: basta che alleghino il biglietto e sostengano che il contrattempo si è verificato. Sarà la compagnia aerea a dover dimostrare, nel caso intenda contestare la richiesta di risarcimento, che l’orario di atterraggio è stato rispettato.

Lo sottolinea la Corte di Cassazione, colmando una lacuna normativa e accogliendo il ricorso di un passeggero contro la decisione del Tribunale di Roma che gli aveva negato il rimborso dicendo che non aveva dimostrato il ritardo.

Affermano infatti i supremi giudici nella sentenza depositata oggi che “né la Convenzione di Montreal, né il Regolamento Ce 261/2004 contengono alcuna regola specifica in tema di onere della prova dell’inadempimento (negato imbarco o cancellazione del volo) o dell’inesatto adempimento (ritardato arrivo rispetto all’orario previsto)”.

Dopo aver constatato “l’assenza di una norma speciale” per risolvere questo tipo di problemi, purtroppo abbastanza frequenti, la Cassazione ha osservato che “mentre il passeggero di regola non ha disponibilità di una prova diretta del ritardo dell’aeromobile su cui viaggiava (tranne, in ipotesi, la riproduzione fotografica dei tabelloni informativi dell’aeroporto), il vettore aereo ha agevole facoltà di accesso alla prova ufficiale dell’orario esatto in cui il velivolo è atterrato”.

Al passeggero che si è rivolto alla Cassazione, il Tribunale di Roma aveva negato il rimborso del volo Berlino-Roma di Easyjet che aveva avuto quattro ore di ritardo il 23 dicembre del 2009 facendogli perdere anche l’imbarco sul Roma-Palermo. Secondo il Tribunale capitolino “è certo che il passeggero deve dimostrare e non semplicemente allegare la circostanza che il volo ha subito un ritardo, ossia deve dimostrare l’inadempimento del vettore, la cui responsabilità poi si presume, nel senso che è quest’ultimo a dover fornire la prova liberatoria”. Questa tesi è stata totalmente sconfessata dai giudici della suprema Corte.