Affittopoli a Roma, 100 case fantasma del Comune: per il catasto non esistono

di redazione Blitz
Pubblicato il 1 dicembre 2016 7:00 | Ultimo aggiornamento: 1 dicembre 2016 7:58
Affittopoli a Roma, 100 case fantasma del Comune: per il catasto non esistono

Affittopoli a Roma, 100 case fantasma del Comune: per il catasto non esistono

ROMA – Scandalo affitti a Roma: sono almeno cento le case di proprietà del Comune di Roma che però il Comune stesso nemmeno sa che esistono, scrive Lorenzo De Cicco sul Messaggero.

Cento immobili acquistati nel corso degli anni, alcuni dei quali oggi vengono usati dagli uffici comunali, altri sono stati affidati in concessione, altri sono sfitti. Sul destino di questi immobili deciderà la nuova responsabile del Dipartimento, Cristiana Palazzesi.

Del resto, ricorda De Cicco, il caso delle cento case fantasma non è certo il primo del genere:

L’ex commissario Francesco Paolo Tronca – per fare un esempio – scoprì oltre cento bancali, pieni di documenti, lasciati a marcire in un locale del dipartimento Patrimonio. Solo dando un’occhiata a nove scatoloni, che contenevano gli atti di 1.200 inquilini morosi o totalmente abusivi, il prefetto riuscì a quantificare un credito nei confronti del Comune di quasi mezzo milione di euro. Un credito germogliato negli anni, mentre quei faldoni prendevano la polvere al chiuso dell’ufficio di chi avrebbe dovuto vigilare. Nel frattempo gli occupanti abusivi – presenti fin dagli anni Ottanta, in alcuni casi – restavano al loro posto, compresi negozianti e ristoratori.

E la grana che la nuova direttrice Palazzesi dovrà affrontare riguarda proprio l’occupazione delle case. Perché mettere all’asta un immobile già occupato non è cosa facile. O quanto meno non è cosa facile far sì che qualcuno lo voglia comprare. Troppo rischioso dover affrontare una battaglia legale dagli esiti incerti.

De Cicco ricorda i dati della prima ed unica maxi-asta bandita dal Comune alla fine di ottobre: 

su 21 immobili messi in vendita, gli uffici del dipartimento hanno ricevuto appena due proposte, di cui solo una valida, quella che riguardava il lotto meno costoso: un terreno nel comune di Ciampino che valeva meno di 20mila euro.

Tutti gli altri lotti, anche di pregio, come un appartamento in viale Mazzini, due negozi dietro Campo de’ Fiori e Largo Argentina e un ufficio in zona Ponte Sisto, non hanno nemmeno ricevuto proposte. Perché sono tutti occupati.