Cronaca Italia

Afragola, estratta viva una bambina: i morti sono tre. La palazzina era costruita su una cavità

Nel disastro della palazzina di via Calvese ad Afragola nel napoletano, sono morte quattro persone. Dopo nove ore di scavo, i vigili del fuoco e gli uomini della Protezione Civile hanno individuato i corpi abbracciati di due giovani sposi (Pasquale Zanfardino, 33 anni, e la moglie Enrica Tromba, 29), che abitavano al primo piano. Successivamente sono stati estratti dalle macerie il cadavere di Anna Cuccurullo, 75 anni: Imma Mauriello, la sua nipotina di dieci è stata trovata ancora viva ed è stata estratta viva dalle macerie.

Al ritrovamento di Imma, i soccorritori che procedevano alle operazioni di scavo hanno improvvisamente urlato tutti insieme ”è viva”.

Smentita dai soccorritori la presenza di tre extracomunitari nella palazzina al momento del crollo. Uno dei soccorritori si è ferito ed è stato trasportato in ospedale.

La procura della Repubblica di Napoli ha aperto un’inchiesta: i vigili del fuoco hanno infatti accertato che la palazzina era stata costruita in una zona cavernosa. Sarebbero state le abbondanti infiltrazioni di acqua piovana a causare il cedimento strutturale dell’edificio. Gli abitanti della strada, in pieno centro storico ad Afragola, descrivono una palazzina esternamente fatiscente che però era stata ristrutturata di recente solo internamente. L’edificio di due piani fu costruito negli anni Quaranta e ristrutturato una prima volta negli anni Settanta. La procura verificherà che presso l’ufficio tecnico comunale di Afragola sia stata depositata di recente una dichiarazione di inizio attività per una recente ristrutturazione: «Se non dovesse risultare, i nuovi lavori sarebbero del tutto abusivi», ha detto il vice sindaco. «Mi hanno riferito che gli interventi eseguiti hanno riguardato anche il riempimento di cavità sotterranee».

Momenti di forte tensione si sono registrati durante il recupero delle vittime. Alcuni parenti e amici delle persone coinvolte nel crollo hanno manifestato rabbia e dolore aggredendo verbalmente e anche fisicamente le forze dell’ordine che, però, hanno trattenuto l’impeto della folla riportando la calma nella stretta strada del centro di Afragola, dove alcuni palazzi sono tuttora pericolanti per le conseguenze del crollo. Una donna è stata colta da malore ed è stata soccorsa dagli uomini della Protezione civile.

La concitazione del quartiere è esplosa dopo il passaggio della seconda barella, sulla quale veniva trasportato il corpo senza vita di Pasquale Zanfardino. Le forze dell’ordine non hanno consentito alla gente di avvicinarsi troppo al corpo e la rabbia è esplosa. «I vigili del fuoco sono arrivati 15 minuti dopo il crollo», ha detto il vice sindaco di Afragola, Antonio Pannone. «Prima dell’arrivo dei vigili del fuoco già i residenti della zona avevano cominciato a scavare a mani nude. Poi abbiamo montato una fotoelettrica per illuminare l’area. In pochi minuti sono arrivate le squadre di soccorso e l’amministrazione comunale ha inviato scavatrici e mezzi per la raccolta delle macerie».

Il crollo dell’edificio è avvenuto intorno all’1,30 e sarebbe stato provocato da un cedimento strutturale dovuto alle infiltrazioni di acqua piovana. Su tutto il Napoletano nella notte si è abbattuto un fortunale con pioggia battente e forti raffiche di vento. Difficili le condizioni nelle quali si è operato fino alle 4 a causa della pioggia intensa. I vigili del fuoco hanno fatto sgombrare la zona per il pericolo di crollo di un edificio contiguo, dal quale sono state evacuate una ventina di persone. Il vice sindaco potrebbe firmare già nelle prossime ore un’ordinanza di sgombero dell’edificio evacuato vicino alla palazzina crollata.

A proposito della costruzione su di una cavità,  una delle vittime, Anna Cuccurullo, era stata avvisata dal padrone di casa sulla pericolosità dell’abitazione. Una vicina di casa dell’anziana racconta della preoccupazione che le aveva riferito la donna solo pochi giorni fa. «La signora mi aveva detto che voleva cercare casa ma non sapeva dove andare», dice la vicina. Il proprietario dell’appartamento le aveva consigliato di andar via perché il palazzo non era sicuro. La signora Anna infatti non voleva dormire mai da sola».

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