Agenzia Entrate: impiegato spiava dati Pausini, Parietti…

di redazione Blitz
Pubblicato il 17 Novembre 2015 15:50 | Ultimo aggiornamento: 17 Novembre 2015 15:50
Agenzia Entrate: impiegato spiava dati Pausini, Parietti...

Agenzia Entrate: impiegato spiava dati Pausini, Parietti…

ROMA – Raccoglieva informazioni patrimoniali dei Vip, per pura curiosità, violando la loro privacy. La procura di Milano si appresta a chiudere le indagini su un’impiegato dell’Agenzia delle Entrate particolarmente curioso. Scrive Repubblica:

La Procura ha concluso nei suoi confronti un’indagine per il reato di violazione di sistemi informatici, e si prepara ora a chiedere al gip la richiesta di rinvio a giudizio. Il funzionario, “per motivi di curiosità personale”, fra il gennaio 2013 e l’ottobre 2014 avrebbe raccolto abusivamente informazioni sulle abitudini di vita di 124 persone fra cui cantanti, showgirl, noti avvocati. Di ciascuno carpiva informazioni sul patrimonio, sulla struttura familiare e sulle dichiarazioni dei redditi, “introducendosi abusivamente nel sistema informatico”. Nell’elenco di persone ” spiate” ci sono la cantante Laura Pausini, la conduttrice televisiva Alba Parietti, l’imprenditore Diego Della Valle, l’annunciatrice Emanuela Folliero. Persino l’avvocato Niccolò Ghedini, uno dei legali di Silvio Berlusconi.

Secondo la ricostruzione del pubblico ministero Alessandro Gobbis, esperto in reati informatici, per 22 mesi l’indagato avrebbe “effettuato sistematicamente per motivi non inerenti l’ufficio, e con violazione dei doveri inerenti alla sua formazione, numerose interrogazione relative alle dichiarazioni fiscali e ai dati anagrafici”. Oltre ai vip spiati per curiosità, sarebbero state raccolte informazioni anche su persone per cui si sospetta che il funzionario lavorasse come consulente fiscale. Nell’elenco ci sono infatti imprenditori e professionisti di Como, che risulta avessero con l’indagato rapporti di confidenza. Al funzionario il pm contesta le aggravanti di avere agito come pubblico ufficiale e di avere consultato un sistema informatico di interesse pubblico. Oltre a rischiare la condanna penale, l’indagato potrebbe ora trovarsi nella condizione di dovere risarcire le persone danneggiate, violate nella loro intimità.