Aggrediti a morsi da cinghiali a Cefalù (Palermo): Salvatore Rinaudo muore, moglie ferita

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 agosto 2015 10:36 | Ultimo aggiornamento: 8 agosto 2015 15:49
Aggrediti da cinghiali a Cefalù (Palermo) uomo muore, donna è grave

Ansa

PALERMO, 8 AGO – Un uomo è una donna in vacanza a Cefalù (Palermo) sono stati aggrediti dai cinghiali. L’uomo, Salvatore Rinaudo di 77  anni originario del luogo, è morto.

La moglie, Rosa Rinaudo di 73 anni, si trova all’ospedale Giglio di Cefalù ed  ha una prognosi di quindici giorni. Sarà dimessa in giornata. La direzione sanitaria fa sapere che “la donna è arrivata in pronto soccorso, cosciente, accompagnata da un vicino e sulle proprie gambe. Riportava ferite multiple alle gambe e all’addome. Sottoposta, dai sanitari del pronto soccorso dell’ospedale Giglio, ad esami strumentali, è stata poi trattata e suturata, con l’intervento dei medici di traumatologia”.

La donna ha raccontato quanto accaduto spiegando che il marito ha perso la vita per salvare i cani che aveva con sé: “Mio marito è uscito con i cani questa mattina. Come fa sempre per una passeggiata. Ho visto che si era fermato perché i cani hanno iniziato ad abbaiare a un gruppo di cinghiali”.

La donna ha parlato con gli investigatori e arrivati in ospedale per cercare di ricostruire quando successo ed ha aggiunto: “Rinaudo ha cercato di mettere i cani in salvo ma è stato assalito dal branco ed è caduto”. Mentre gli animali continuavano a caricarlo la moglie è intervenuta per difenderlo e per trascinarlo in casa ma è stata a sua volta aggredita ed ha riportato ferite in tutto il corpo.

“Mio marito si è messo in mezzo per salvare i cani – ha aggiunto la donna -. A questo punto i cinghiali gli sono saltati addosso. Io per cercare di recuperare il corpo sono uscita fuori e l’ho tirato dentro casa. Mentre cercavo di prenderlo e portarlo in casa sono stata aggredita anche io. Non ci sono parole per descrivere quello che ho visto. Sono distrutta”.

I due si trovavano in contrada Ferla e Mollo, sulle colline a qualche chilometro dal centro abitato. Da tempo alcuni sindaci dei comuni montani delle Madonie, segnalano i rischi dovuti al numero crescente di cinghiali nel territorio.

“Un disastro annunciato da tempo sul quale, nonostante le reiterate richieste ben documentate dell’ente parco delle Madonie, il legislatore non ha ancora preso gli idonei provvedimenti, lasciando al caso ed alla fortuna la risoluzione di un problema atavico. Ora il tempo è scaduto”. A parlare è il presidente del Parco delle Madonie Angelo Pizzuto. “Ho partecipato – aggiunge – a decine di riunioni e tavoli tecnici, in cui abbiamo proposto, fin dal 2010, l’unico sistema ritenuto idoneo a frenare il proliferare di questi animali ibridi inselvatichiti, e cioè l’abbattimento selettivo supervisionato dalle forze dell’ordine, sul quale abbiamo anche riscosso il favore delle autorità, ma finora nulla è cambiato. Vorrei precisare che in questa vicenda l’ente parco è una vittima, al pari dei cittadini, perché c’è a rischio la vita dei cittadini e l’equilibrio di un ecosistema complesso che sta mutando senza che sia stata adottata una soluzione definitiva, che ha cercato e cerca di proporre al legislatore regionale idonee soluzioni. Ho già parlato con gli assessori di riferimento, Maurizio Croce e Sara Barresi, che si sono detti disponibili ad adottare le soluzioni più idonee e soprattutto celeri, un emendamento in tal senso è già stato depositato in commissione ambiente dall’assessore Croce che ha accolto il nostro grido di allarme”.

”Alle famiglie – aggiunge – colpite vanno la nostra solidarietà ed il nostro sentito cordoglio, oltre all’impegno che l’ente parco non si fermerà fin quando non venga trovata una soluzione seria ed una norma concreta in grado di mettere fine a questa tragedia”.