Aggressione con acido al genero: “Non dovevi sposare nostra figlia”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 maggio 2018 14:24 | Ultimo aggiornamento: 11 maggio 2018 14:24
Aggressione con acido al genero colpevole di aver sposato la figlia

Aggressione con acido al genero: “Non dovevi sposare nostra figlia”

SIENA – Due aggressioni con l’acido ai danni del genero “colpevole” di aver sposato la figlia. Una coppia di origini calabresi ha pagato due uomini per mettere a segno le aggressioni ed è stata arrestata a Poggibonsi con l’accusa di lesioni gravissime. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui, Ladyblitz – Apps on Google Play] Nella prima aggressione, l’uomo è rimasto ferito lievemente, mentre nella seconda ha riportato danni permanenti al volto.

La vicenda è iniziata nella provincia di Siena dove l’uomo, 48 anni, ha sposato una ragazza di 20 anni. Il rapporto non è mai stato accettato dalla famiglia della donna per via della differenza di età e così sono iniziati gli atti persecutori nei confronti del genero, con insulti, minacce e danneggiamento della sua auto con scritto “pedofilo”. Poi lo scorso 23 febbraio la coppia avrebbe organizzato una spedizione punitiva con l’acido, scrive Luca Serranò su Repubblica scrive:

“Il quarantottenne, in quei giorni ospite di alcuni conoscenti a San Gimignano (Siena), si trovava a bordo della sua quando uno sconosciuto ha affiancato la vettura e gli ha lanciato contro dell’acido gridando “pedofilo”. Ferito in modo non grave, ma terrorizzato, ha convinto la moglie a seguirlo da altri parenti a Torino, per sfuggire ai folli piani di vendetta della coppia. Ma non è bastato.

Lo scorso 19 aprile l’aggressione si è ripetuta in fotocopia, in questo caso però con gravi conseguenze: la vittima è stata centrata al volto, riportando danni permanenti. I carabinieri di Poggibonsi, agli ordini del maggiore Sergio Turini, hanno subito raccolto la segnalazione e avviato indagini a tappeto, trovando in breve prove considerate schiaccianti a carico dei due coniugi: nei giorni scorsi sono finiti in manette in esecuzione di una misura di custodia cautelare, con l’accusa di lesioni gravissime. Accertamenti sono ancora in corso per identificare gli esecutori materiali dei raid”.