Ago dimenticato nella pancia durante operazione: risarcimento da 200mila euro 56 anni dopo

di redazione Blitz
Pubblicato il 25 giugno 2018 10:25 | Ultimo aggiornamento: 25 giugno 2018 10:25
Ago dimenticato nella pancia durante operazione: risarcimento da 200mila euro 56 anni dopo

Ago dimenticato nella pancia durante operazione: risarcimento da 200mila euro 56 anni dopo

MILANO – Nel 1962 si era sottoposta ad una delicata operazione chirurgica, e da allora iniziò a soffrire di brutti mal di pancia. Ma i medici dissero che si trattava di decorso post-operatorio. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Adesso, 56 anni dopo, si è scoperto che i medici che eseguirono l’intervento dimenticarono un ago chirurgico. E la Corte di Cassazione li ha condannati ad un risarcimento di 200mila euro. 

E’ accaduto a Milano. Vittima dell’episodio di malasanità una donna che oggi ha 78 anni e che nel 1962, quando ne aveva 22, si sottopose ad un intervento di fistola retto-vaginale, “con ricostruzione del retto, del piano perineale e della vagina”, scrive Il Giorno. 

La donna soffrì di fitte addominali improvvise per quasi quarant’anni, senza che si riuscisse mai a capirne le cause. Ebbe comunque due figli, per fortuna senza complicazioni. Nel 2000 però, grazie a una lastra all’addome, venne a sapere di quel corpo estraneo.

Dopo una lunghissima battaglia giudiziaria, la donna è riuscita a evitare la prescrizione (i giudici hanno riconosciuto che la causa poteva decorrere dal 2000, anno in cui era venuta a conoscenza dei fatti) e poi a trovare la cartella clinica, sulla quale era scritto a chiare lettere della dimenticanza.

E adesso la Corte di Cassazione ha condannato la Città Metropolitana di Milano, responsabile dell’Istituto ospedaliero provinciale di maternità di Milano (Iopm), diventato poi presidio ospedaliero Macedonio Melloni oggi parte integrante dell’Asst Fatebenefratelli Sacco, a 200mila euro di risarcimento. Tra l’altro, secondo il parere di alcuni medici quell’ago avrebbe potuto danneggiare in modo permanente, durante la gravidanza, anche i figli della donna. Cosa che per fortuna non è avvenuta.