AgustaWestland patteggia su tangenti India e corruzione: confisca da 7,5 mln €

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 Agosto 2014 8:44 | Ultimo aggiornamento: 28 Agosto 2014 8:44
AgustaWestland patteggia su tangenti India e corruzione: confiscati 7,5 mln €

AgustaWestland patteggia su tangenti India e corruzione: confiscati 7,5 mln €

MILANO – L‘AgustaWestland ha patteggiato una condanna sulle accuse di corruzione e tangenti per l’appalto in India. La mattina del 28 agosto i legali della sede italiana e di quella inglese hanno patteggiato con il tribunale di Busto Arsizio e concordato la confisca di 7,5 milioni di euro e sanzioni pecuniarie tra gli 80mila e 300mila euro per ciascuno dei singoli indagati nell’inchiesta.

Tra gli indagati risultano Giuseppe Orsi, ex amministratore delegato di Finmeccanica, e Bruno Spagnolini, ex ad di AgustaWestland, entrambi accusati di corruzione e tangenti. Le accuse per Orsi e Spagnolini,che andranno a processo il prossimo 9 ottobre, sono di aver pagato tangenti per 51 milioni di euro a militari e politici indiani per assicurarsi la vendita di 12 elicotteri al prezzo di 560 milioni di euro.

Mentre il pm ha chiesto per Orsi una condanna a 6 anni di carcere e l’intermediario svizzero Guido Hashke ha patteggiato una pena di 1 anno e 10 mesi, il nuovo ad di Finmeccanica, Mauro Moretti, ha spinto per il patteggiamento. Luigi Ferrarella sul Corriere della Sera spiega che il patteggiamento non è un’ammissione di colpa, ma una strategia:

“l’ex n.1 di «Ferrovie dello Stato», che da lì ha portato con sé anche il capo dell’area legale Andrea Parrella, capitalizza infatti la sterilizzazione in partenza degli enormi (ben più degli 8 milioni in ballo a Busto) rischi finanziari incorporati nelle indagini aperte sull’appalto indiano anche all’estero. Dalla Gran Bretagna, dove si é mosso il «Serious Fraud Office»; e dagli Stati Uniti, dove all’apposita struttura investigativa, in base alla legge anticorruzione, per attivarsi basta che una supposta transazione tangentizia possa essersi svolta in dollari e aver riguardato una azienda quotata in America o fornitrice degli Usa”.

L’obiettivo è quello di far calare l’attenzione anglosassone:

“se no potenzialmente molto insidiosa come ad esempio ha sperimentato Saipem, che nel 2010, per tangenti pagate anni prima in Nigeria all’interno di un consorzio internazionale, dovette versare alle autorità giudiziarie e di Borsa americane ben 365 milioni di euro”.

E dal 2015 Moretti accorcerà la catena di Finmeccanica, spiega Ferrarella:

“l’italiana «AgustaWestland spa» sparirà, la filiale inglese resterà solo come operativa, e dunque a fare le prossime gare e stipulare i futuri contratti internazionali sarà non più una delle due società che ora hanno patteggiato, ma solo la holding «Finmeccanica», che è stata archiviata e che dunque si presenterà contrattualmente «illibata» ai prossimi cimenti del mercato”.

Dal fronte indiano invece l’Italia si ritrova con i primi 3 elicotteri consegnati e i soldi non versati. Il contratto infatti è stato congelato e intanto l’India ha avviato una causa contro l’AgustaWestland:

“il contratto è congelato, New Delhi non sta pagando i 560 milioni al gruppo italiano, e ha anzi trattenuto i primi tre elicotteri che le erano stati già consegnati. Una corposa puntata incidentale è inoltre in corso al Tribunale civile di Milano, dove l’India, dopo uno stop iniziale, in primo grado ha avuto la meglio su «AgustaWestland» (che ha fatto appello) riguardo l’escussione di una fideiussione bancaria sino a 228 milioni su 278 di garanzie totali, incamerata per la contestata violazione del «patto di integrità» legata all’utilizzo da parte italiana di intermediari non previsti dal contratto con gli indiani”.