Aidaa contro Sergio Bramini: “Il tuo cane non doveva stare e morire in canile”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 giugno 2018 14:01 | Ultimo aggiornamento: 1 giugno 2018 14:01
Sergio Bramini, Aidaa lo accusa di aver abbandonato il cane in canile

Aidaa contro Sergio Bramini: “Il tuo cane non doveva stare e morire in canile”

ROMA – L’associazione di animalisti Aidaa attacca l’imprenditore Sergio Bramini, sfrattato dalla sua casa per non aver pagato le tasse nonostante vantasse un credito di 4 milioni di euro dallo Stato. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Bramini avrebbe infatti lasciato nel canile il suo pastore tedesco Paris, che è poi morto. Secondo gli animalisti, che hanno presentato un esposto alla procura di Monza, proprio quell’abbandono avrebbe fatto morire il cane di crepacuore.

Nell’esposto firmato dal presidente nazionale di AIDAA Lorenzo Croce si chiede alla procura del capoluogo brianzolo di verificare se “vi siano delle responsabilità e a quali livelli nella vicenda che ha portato il cane di Sergio Bramini a morire in canile, trattandosi di un cane anziano e per giunta che gia in passato era stato abbandonato ben due volte proprio in canile”.

Ma oltre all’esposto il presidente dell’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente – AIDAA punta il dito contro chi ha fatto finire quel cane dietro le sbarre del canile facendolo probabilmente morire di crepacuore: “Posso capire che Sergio Bramini avesse per la testa altre questioni- ci dice Lorenzo Croce- ma possibile che ne lui ne nessuno di chi in quei giorni gli era vicino ha pensato al futuro di Paris a partire dai parenti agli ufficiali giudiziari fino ai politici che in questi mesi si sono fatti fotografare con questo imprenditore compresi i due nuovi vice presidenti del consiglio Salvini e Di Maio?

Sarebbe bastata una telefonata per trovare una sistemazione provvisoria al cane, anche se tra l’altro il signor Bramini non è certo finito in strada nonostante abbia perso la sua lussuosa villa. Non entro nel merito della vicenda giudiziaria- conclude Croce- ma posso solo dire che conosciamo gente che ha perso la casa ma non ha certo pensato di mettere il suo cane in canile, ma qualcuno addirittura se lo è portato a vivere in strada con se, quel cane poteva e doveva essere salvato, non buttiamo la colpa addosso a nessuno men che meno ai volontari del canile di Monza ma chiediamo alla magistratura di fare chiarezza sulle colpe della morte di un cane che grida vendetta al cospetto di dio”.

 

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