Al ristorante senza soldi: cena e fuga. Sempre più italiani lo fanno

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 agosto 2015 14:44 | Ultimo aggiornamento: 3 agosto 2015 14:44
Al ristorante senza soldi: cena e fuga. Sempre più italiani lo fanno

Al ristorante senza soldi: cena e fuga. Sempre più italiani lo fanno

ROMA – Vuoi uscire a cena ma non hai i soldi? Semplice: vai al ristorante, mangi e poi scappi senza pagare il conto. Non si tratta di un suggerimento ma di un costume sempre più diffuso nell’Italia che fatica ad uscire dalla crisi.

Sono sempre di più gli italiani che, pur di concedersi una cena fuori casa, commettono quello che è un vero e proprio reato, come racconta Davide Lessi sulla Stampa.

“Il reato ci sarebbe anche. Si chiama insolvenza fraudolenta. Ma a mancare sono le querele. Di recente è successo a Salerno. Nota pizzeria di via Roma: si presentano due coppie di giovani, mangiano e poi si danno alla fuga. Quattro «stagionali» che sfruttavano un lungo weekend di ferie. «Non erano del posto, altrimenti li avrei riconosciuti», racconta il gestore che poi ha preferito lasciar stare. «Non avevo tempo da perdere con le denunce», dice amaro.

Anche se li avesse colti in flagrante avrebbe potuto poco. «Non è possibile trattenere il cliente contro la sua volontà perché si andrebbe incontro al reato di sequestro di persona. Bisogna aspettare le forze dell’ordine», spiega dagli uffici romani della Fipe lo stesso Fiore. Il ristoratore, d’altronde, non può procedere nemmeno all’identificazione di chi non paga, cosa che spetta al pubblico ufficiale.

Con le comitive sono dolori. Lo sa bene il titolare di un ristorante di Moiacco, provincia di Udine: «Erano una cinquantina di persone. Alla cassa sono venuti in sette ma appena ho comunicato il conto (2500 euro, la metà in consumazioni alcoliche, ndr) si sono dileguati: ho provato a rincorrerli in auto, ma niente». Svaniti nel nulla, hanno poi confessato la «cara» bravata qualche giorno dopo. Stessa sorte, e conto più salato – sui tremila euro – per un ristoratore perugino beffato da un cinquantenne che ha organizzato la comunione di una ragazzina. «Sessanta persone si sono volatilizzate in un attimo», dice il ristoratore che, raccontando i dettagli, parla di una fuga da «organizzazione militare».

(…) Numerosi, circa il 40% dei casi, quelli che sfruttano la legge che tutela i non fumatori: «Esco per una sigaretta», dicono. E poi, chi li prende? Se c’è il buffet diventa ancora più dura. Tra le vie amate da Alda Merini, nei Navigli milanesi, si aggira una giovane ragazza assetata. «Passa, vede un bicchiere pieno sopra al tavolo, lo prende e scappa», denunciano i ristoratori. «Ma cosa possiamo fare? – si chiedono – Denunciarla per poi non ottenere nulla? Rischiare una rissa? Rovinare il pranzo o la cena ai clienti che pagano? Lasciamo perdere e guardiamo oltre».