Cronaca Italia

Alaflueur, famiglia rom nullatenente con 7 case, 6 negozi e 2 milioni di euro

Alaflueur-famiglia-rom

Alaflueur famiglia rom nullatenente con 7 case, 6 negozi e 2 milioni di euro

GENOVA – E’ un vero e proprio tesoro quello della famiglia Alaflueur, sinti con affari e affetti tra Genova e Asti: in quattro (il marito e padre Giacomo Alaflueur, 55 anni, la moglie Rosa Vezzoso e i due figli Maverik e Michelle) possedevano sette case, nove macchine, sei negozi e 24 conti correnti, con 2 milioni di euro di liquidità.

Questo, scrive Marco Grasso sul Secolo XIX, è quanto emerso dalle indagini che li hanno coinvolti, considerato che, per il fisco, erano ufficialmente tutti nullatenenti.

Invece per il tribunale di Genova, che ha convalidato la confisca preventiva di quel tesoro, si tratta di ricchezze “nemmeno lontanamente giustificabili con la versione raccontata dai diretti interessati, secondo cui quei soldi sono perlopiù i proventi (in nero) dell’attività di giostrai e rivenditori di rottami”, scrive il Secolo XIXche ricorda come addirittura la famiglia Alaflueur abbia riportato in Italia dalla Svizzera, grazie ad uno scudo fiscale varato dal quarto governo Berlusconi (sostenuto, quindi, anche dalla Lega delle ruspe contro i rom), 600mila euro di capitali.

Scrive Grasso:

Al vivace attivismo finanziario della famiglia – che si divide tra il campo nomadi di Bolzaneto e una villetta bifamiliare ad Asti, dove gestisce anche una pizzeria – si aggiungono anche 209mila euro esportati in Irlanda dal figlio della coppia, che allora aveva appena quindici anni. Al centro delle indagini ci sono Giacomo Alafleur, 55 anni, e svariati precedenti per furti in appartamento e truffe alle spalle, la moglie Rosa Vezzoso, e i due figli Maverik e Michelle, a cui era intestata una piccola fortuna. «Nel 2008 Maverik, quando era appena diciottenne – annotano i giudici – spese 96mila euro per l’acquisto di un caravan e di un’auto Audi». E, oltre a terreni e appartamenti, ad Asti ha recentemente edificato un «fabbricato su tre livelli, con relativi costi di urbanizzazione». Quanto alla sorella Michelle, sempre nel comune piemontese, possiede una villetta bifamiliare.

L’inchiesta ha portato al sequestro di oltre 13 milioni di euro di beni ad una decina di famiglie che gravitano nel campo nomadi della Valpolcevera, Genova. Misure preventive basate sulla presunzione della “pericolosità sociale” delle persone colpite e sulla provenienza non giustificata di quei capitali.

To Top