Albano, ragazza seviziata e costretta a prostituirsi dai vicini di casa: arrestati

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 luglio 2018 14:05 | Ultimo aggiornamento: 20 luglio 2018 14:10
Albano, seviziata e costretta a prostituirsi: arrestati i vicini di casa

Albano, ragazza seviziata e costretta a prostituirsi dai vicini di casa: arrestati

ROMA – Segni di bruciature sul corpo, percosse e tagli che le venivano inflitti per costringerla a prostituirsi. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Una ragazza di Albano, alle porte di Roma, è stata salvata dagli agenti di polizia che l’hanno soccorsa nella sua casa nei primi giorni di luglio. Gli investigatori il 20 luglio hanno arrestato due donne di 57 e 32 anni, che sono madre e figlia, e il fidanzato di 26 di quest’ultima, che erano i vicini di casa della giovane vittima.

Secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine, la ragazza era stata sottomessa sia fisicamente che mentalmente e costretta ad avere rapporti con altri uomini a vantaggio economico dei suoi aguzzini. Quando l’hanno trovata, la donna presentava segni di sevizie ed è stata trasportata e ricoverata in codice rosso all’ospedale di Albano per diverse ferite e fratture in varie parti del corpo, che per gli inquirenti erano state inflitte con un “crescendo di malvagità”.

La vicenda era iniziata qualche mese fa, quando madre e figlia hanno avvicinato la giovane che viveva un periodo di vulnerabilità, le sono diventate amiche e poi l’hanno convinta a prostituirsi. In scena è poi entrato il fidanzato della figlia, che ha dato il via all’escalation di percosse e sevizie. Nella notte tra il 2 e 3 luglio però le grida di dolore della ragazza hanno attirato l’attenzione di qualcuno che ha allertato la polizia.

Gli indagati subito dopo il ricovero della donna hanno provato a depistare le indagini, comportandosi da “buoni vicini di casa”, ma sono infine stati arrestati dopo quasi un mese di indagini e ora dovranno rispondere a vario titolo dei reati di induzione e sfruttamento dell’attività di prostituzione, di lesioni gravi, violenza privata e minaccia, con l’aggravante di aver adoperato sevizie e agito con crudeltà.