Alberghi in zona rossa e arancione possono servire pasti? Il Dpcm non ne parla…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Novembre 2020 10:21 | Ultimo aggiornamento: 6 Novembre 2020 10:25
Alberghi in zona rossa possono servire pasti? Il Dpcm non ne parla esplicitamente...

Alberghi in zona rossa possono servire pasti? Il Dpcm non ne parla… (Foto Ansa)

Gli alberghi in zona rossa non possono più servire pasti ai propri clienti (neanche i Covid hotel)? Giallo su un passaggio del Dpcm.

Con il nuovo Dpcm (in vigore da oggi 6 novembre) gli alberghi in zona rossa non possono più servire pasti ai propri clienti? Se lo chiede Federalberghi, spiegando che nel nuovo decreto manca un’indicazione precisa relativa alle zone rosse e a quelle arancioni.

Finora gli alberghi avevano sempre potuto somministrare pasti ai propri clienti. Anche a cena, anche dopo che ristoranti e bar avevano il limite di chiusura alle 18. Proprio in questo modo alcuni ristoratori avevano “aggirato” (in maniera del tutto legale, va specificato) la norma sulla chiusura anticipata. Offrivano infatti la possibilità di cenare in struttura con pernottamento offerto.

Dpcm: gli alberghi in zona rossa non possono servire pasti?

“Gli albergatori chiedono di sapere con urgenza se e come possono fornire i pasti quotidiani ai propri ospiti, dalla prima colazione al pranzo alla cena”. Con queste parole il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, commenta all’Ansa il Dpcm che prevede la possibilità di somministrare pasti solo per gli hotel delle cosiddette zone gialle. Mentre nulla dice per le strutture ricettive delle zone arancioni e nelle zone rosse.

Il limite, in vigore dal 6 novembre, è più stringente di quanto previsto a marzo e aprile durante il lockdown totale. Bocca ricorda che, “in seguito alle restrizioni di vario genere (viaggi vietati o sconsigliati, eventi annullati, riunioni solo a distanza, etc.), le strutture ricettive sono frequentate pressoché esclusivamente da persone che sono costrette a soggiornare fuori casa”.

Il rischio per i Covid Hotel

“Per non parlare del rischio che rimangano a digiuno anche le persone in isolamento presso i cosiddetti Covid-hotel”. E va diretto al cuore del problema: “Forse qualcuno pensa che noi domani dovremmo dire a tutte queste persone di arrangiarsi. Di invitare chi trascorre settimane fuori casa a sfamarsi mangiando il panino seduto su una panchina al parco. Forse qualcuno vuole che gli alberghi chiudano. Ma se è così, è bene che lo dica chiaramente e se ne assuma le responsabilità”.

Il presidente di Federalberghi conclude sottolineando che “in questi mesi difficili, le nostre aziende si sono comportate con grande senso di responsabilità, sopportando pazientemente le avversità e rispondendo prontamente alle richieste di collaborazione provenienti dalla comunità. Riteniamo di non meritare il trattamento che stiamo ricevendo in queste ore. Riteniamo di avere diritto a risposte chiare, tempestive e ragionevoli”. (Fonte Ansa)