Alberto Gimignani arrestato. Accusa: sbloccava cellulari rubati da Banda iPhone

di redazione Blitz
Pubblicato il 23 Luglio 2014 18:56 | Ultimo aggiornamento: 23 Luglio 2014 18:57
Alberto Gimignani arrestato. Accusa: sbloccava cellulari rubati da Banda iPhone

Alberto Gimignani

ROMA – Dal set al carcere. L’attore Alberto Gimignani, al rientro dagli Stati Uniti dove stava girando un film, è stato arrestato per ricettazione e riciclaggio di cellulari rubati. E’ stato lui stesso a presentarsi alla caserma dei Carabinieri di Roma Centro dopo che il gip ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare nei suoi confronti. I militari lo hanno poi accompagnato in cella a Regina Coeli.

Secondo l’accusa Gimignani, volto noto del piccolo schermo, tra i protagonisti di varie fiction italiane come La Piovra, Il Commissario Rex e Un posto al Sole, avrebbe ripulito, sbloccato e rivenduto i cellulari rubati dalla cosiddetta Banda degli iPhone. Gimignani è coinvolto nell’inchiesta “Apple” condotta dalla Procura di Roma e coordinata dal pm Tiziana Cugini, della Direzione Distrettuale Antimafia, e dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo.

L’operazione, svolta dai carabinieri, ha portato lo scorso 9 luglio all’arresto di 13 persone. La banda era composta da marocchini, romeni, cileni, tunisini, algerini, colombiani, tutti dediti al furto di smartphone di ultima generazione che poi rivendevano, anche all’estero. Prima però, scrive il gip nell’ordinanza di arresto, passavano per le mani dell’attore che, grazie alle sue qualità informatiche, “ripuliva” i telefonini manomettendone i codici e rendendoli quindi non rintracciabili da parte delle aziende telefoniche.

Ad incastrarlo sono state le intercettazioni telefoniche, comprovate dall’esito di una perquisizione nella sua casa a Trastevere, a Roma. Per Alberto Gimignani, attore di 53 anni, finito a Regina Coeli si prospetta ora il giudizio immediato. Per tutti l’accusa di associazione per delinquere finalizzata al furto, alla ricettazione ed al riciclaggio.

Il pm Tiziana Cugini, titolare degli accertamenti, contesta a Gimignani di aver riattivato i cellulari ottenendo compensi di 30-40 euro per apparecchio. I telefoni rimessi in uso venivano poi venduti a basso costo in Tunisia ed a Porta Portese.

I carabinieri della compagnia Roma Centro sono risaliti all’organizzazione identificando alcuni autori di furti e borseggi ai danni di turisti italiani e stranieri sui mezzi pubblici della capitale. Le intercettazioni, oltre alla perquisizione nell’abitazione dell’attore (trovato un computer con codici degli apparecchi rubati) hanno permesso ai militari di risalire a Gimignani ed al suo ruolo nell’organizzazione.