Alcoa: dopo il blocco gli operai sequestrano i dirigenti e gli stabilimenti

Pubblicato il 20 Novembre 2009 14:18 | Ultimo aggiornamento: 20 Novembre 2009 19:46

alcoaIl blocco degli stabilimenti Alcoa ha avuto un esito drammatico. Gli operai hanno sequestrato direttore e vicedirettore dello stabilimento che al momento è nelle loro mani.

Gli stabilimenti italiani dell’Alcoa, il gigante Usa dell’alluminio stavano per essere chiusi. L’azienda ha infatti deciso lo stop della produzione a Portovesme, nel Sulcis Iglesiente, e a Fusina (Venezia) dopo la decisione della Commissione Europea che ha chiesto la restituzione degli aiuti ricevuti sul prezzo dell’elettricità.

La multinazionale ha pertanto deciso di sospendere la produzione nei due stabilimenti in Italia, annunciando di voler fare ricorso: “Alcoa fermerà temporaneamente la produzione nelle sue due fonderie di Fusina e di Portovesme”.

Alcoa dà attualmente lavoro a 2.500 persone in Italia. Nella chiusura dei due stabilimenti sono però coinvolti 1000 dipendenti diretti e 1000 lavoratori dell’indotto.

Immediata la risposta degli operai. I dipendenti della fabbrica di Portovesme hanno “sequestrato” la sede dello stabilimento: il direttore della fabbrica Marco Guerrini, il vice direttore Sergio Vittori e gli altri dirigenti sono stati trattenuti dai lavoratori in assemblea per chiedere “risposte immediate”. All’esterno della fabbrica alcuni operai incappucciati rivendicano l’occupazione in un video giunto ad apcom.

Operai, amministrativi e tecnici della fabbrica, circa 200 persone, si trovano nella sala riunioni e hanno deciso che “da questo momento nessuno entra e nessuno esce”. “Rimaniamo qui sino a quando non troveremo un accordo, non il 25 ma subito. Ci aspettiamo che l’Alcoa accetti quello che ha offerto il governo e che blocchi la dichiarazione di fermata della produzione, perché se si ferma un solo giorno lo stabilimento di Portovesme è morto”.