Aldrovandi, le scuse del Sap a Napolitano: “Falsi filmati. Applauso alla verità”

di redazione Blitz
Pubblicato il 3 Maggio 2014 15:11 | Ultimo aggiornamento: 3 Maggio 2014 15:11
Aldrovandi, le scuse del Sap a Napolitano: "Falsi filmati. Applauso alla verità"

Federico Aldrovandi

ROMA –  Falsi i filmati, travisati gli applausi al Congresso del Sindacato autonomo di polizia.  Così il segretario del Sap Gianni Tonelli prova a chiedere scusa in una lettera indirizzata al presidente della Repubblica e pubblicata sul quotidiano Il Tempo.

“Ai colleghi coinvolti nella vicenda Aldrovandi è andata una parte degli applausi, non certamente perché sono eroi, ma perché sono poliziotti che, in servizio, hanno patito e patiscono infinite tribolazioni dopo una sentenza per reato colposo sulla quale nutriamo, legittimamente, alcune riserve”. 

Dopo le polemiche sorte sull’applauso del congresso del suo sindacato agli agenti condannati per la morte di Federico Aldovrandi, Tonelli prova ad ammorbidire i toni ma resta scettico sulla verità processuale che ha portato alla condanna dei suoi colleghi

“In qualità di candidato Segretario Generale, ho illustrato le modalità di attuazione del progetto; al termine di questa presentazione si è sviluppato spontaneamente ‘l’applauso incriminato’, al quale mi sono associato e con cui i delegati esprimevano compiacimento vista la concretezza della proposta. Un applauso che però è durato assai meno di cinque minuti”.

“Alcuni hanno scritto contro di noi falsando i tempi dell’applauso – scrive Tonelli – altri sostenendo mendacemente che i lavori congressuali si sono chiusi con un giorno in anticipo a causa del clamore cagionato, tanti hanno pubblicato fotografie dell’applauso ‘taroccate’, e non pochi hanno sostenuto che il congresso del Sap era interamente pubblico”.

“La menzogna che più ci ha feriti e quella della televisione di Stato che – conclude Tonelli – ha mandato in onda falsi filmati: il ben noto applauso trasmesso era stato filmato durante il convegno pubblico mattutino alla presenza del capo della Polizia e di numerose autorità istituzionali e politiche”.