Alemanno Basta Buche, lo stesso che era sindaco nel 2011? Lo stesso, solo che si è fatto la moto

di Lucio Fero
Pubblicato il 19 aprile 2018 14:31 | Ultimo aggiornamento: 19 aprile 2018 14:31
Alemanno Basta Buche, lo stesso che era sindaco nel 2011? Lo stesso, solo che si è fatto la moto

Alemanno Basta Buche, lo stesso che era sindaco nel 2011? Lo stesso, solo che si è fatto la moto

ROMA – Alemanno Basta Buche. Sabato a Roma indetta manifestazione di protesta all’insegna del Basta Buche. Guida e anima della manifestazione Gianni Alemanno. Alemanno, Alemanno…lo stesso che è stato sindaco di Roma dal 2008 al 2013? Lo stesso contro il quale nel 2011, in pieno suo mandato e governo della città, fu organizzata una manifestazione protesta di motociclisti battezzata, guarda caso, Basta Buche? Proprio lo stesso? No, non può essere. Deve essere il figlio, il figlio di quell’Alemanno là che fu sindaco di Roma e anche delle buche di Roma.

E invece no, è proprio lui, è proprio lo stesso Alemanno. Alemanno Gianni sette anni fa bersaglio della manifestazione Basta Buche, bersaglio che certo non apprezzò l’iniziativa dei manifestanti. Alemanno Gianni che oggi guida il Basta Buche contro sindaca Virginia Raggi. E’ lo stesso Gianni Alemanno, non c’è errore e non c’è inganno.

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Mattia Feltri su La Stampa coglie e sottolinea la, diciamo così, improbabile poliedricità del politico-personaggio pubblico. Feltri coglie e sottolinea la, diciamo così, impudenza, una certa insostenibile impudenza che però la vita pubblica italiana sostiene, eccome se sostiene. Feltri attribuisce a Gianni Alemanno il calcolo e il confidare nella generale assenza di memoria collettiva. E infatti la cosiddetta gente, nonché i suoi narratori e cantori, ben volentieri dimenticano l’accaduto appena ieri. Non per deficit, ma per ingordigia e dipendenza: hanno bisogno ogni giorno di nuova dose di indignazione, rancore, protesta. Mettere in fila e in relazione passato, presente e futuro si sa addormenta lo sdegno, la rabbia, la bile. Quindi non solo assenza, ma anche un certo schifo collettivo verso la memoria collettiva.

Ma con questo crediamo Alemanni Gianni non c’entri. Non ha confidato crediamo né fatto calcolo sulla poca memoria collettiva, non ha scommesso sul fatto che nessuno ricordi davvero che lui sindaco le buche a Roma c’erano, eccome se c’erano (meno di oggi per la verità). No, semplicemente, molto semplicemente Alemanno Gianni si è fatto la moto. E quindi, secondo i canoni e i comandamenti e secondo azioni e pensieri della società politica e di quella detta civile pure, è passato da una lobby all’altra. Da quella dei sindaci a quella dei motociclisti.