Alemanno vieta il panino in strada: multa fino a 500 euro vicino ai monumenti

Pubblicato il 2 ottobre 2012 13:11 | Ultimo aggiornamento: 2 ottobre 2012 13:18
Turisti sulla scalinata di Trinità dei Monti

Turisti sulla scalinata di Trinità dei Monti

ROMA – Un’ordinanza del sindaco Alemanno vieta di mangiare e bere sulla scalinata di Piazza di Spagna, sul muretto che circonda il Pantheon, lungo via dei Fori Imperiali e all’interno del perimetro della città storica. A tutela del patrimonio artistico, non saranno consentiti bivacchi di alcun genere: dal pic-nic improvvisato, al cono gelato, al tramezzino mordi e fuggi consumato in piedi. Qualche perplessità suscita sempre la difficile applicazione di un divieto: ve lo immaginate il simpatico pizzardone romano elevare una multa all’ignaro passante alle prese con una fetta di cocomero gocciolante all’ombra di un capitello? E poi, la multa va dai 25 ai 500 euro…si va cioè dal ghiacciolo galeotto alla tenda sotto al Quirinale.Un bel successo per il Partito delle Libertà, sottolineato dall’entusiasmo dell’associazione Abitanti Centro Storico che, peraltro, ci tengono a dire che non chiedono il proibizionismo.

Però, l’ordinanza è chiara, la proibizione esplicita: “è fatto divieto di bivaccare o sistemare giacigli e sostare per consumare cibi o bevande in tutto il perimetro”. Dove consumarli allora? Per esempio in uno degli innumerevoli bar, pizzerie, caffé, dove non è raro soddisfare un languore improvviso, per esempio un toast o una piadina surgelata, alla modica cifra di 9 euro…Guardando alle altre città d’arte, da Venezia a Firenze fino a Bari, sembra imporsi la necessità di una “zona rossa” in cui un semplice tramezzino sia off limits per non offendere il decoro.

Quindi il turista accaldato va messo nella stessa lista del punkabestia che elegge la sua dimora provvisoria sotto un arco medievale. Nella città di Roma, per nulla sotterranea, si combatte una guerra tra residenti del centro storico ed esercenti a colpi di ordinanze, ricorsi, contro ordinanze. Il caso più rappresentativo è il divieto di consumare alcolici nelle piazze dopo le 23: in questo momento, per esempio, è stato sospeso. Un faro è stato acceso sulla pratica del pub-crawl, la traversata dei bar del centro a prezzi di saldo che procura ubriacature moleste, risse eventuali, schiamazzi notturni.

Qualcuno invoca una gestione complessiva, organica della questione, come il Coordinamento Residenti Città Storica: “Sono solo provvedimenti tampone: una volta contro l’alcol, una contro i pub-crawl, un’altra saranno vietati i pinocchietti ma ora serve un Testo Unico, una legge che dia di nuovo decoro a questa città dove siamo arrivati ad un punto di volgarità insostenibile”.

Volgarità vade retro, quindi. Ma se il numero è già volgarità, come la mettiamo che a Roma, la città eterna, vengono 10 volte meno turisti che a Parigi?