Alessandro Bianchi, il fratello di Marco e Gabriele dalla D’Urso: “Non sono stati loro a uccidere Willy”

di redazione Blitz
Pubblicato il 9 Settembre 2020 18:39 | Ultimo aggiornamento: 10 Settembre 2020 9:06
Alessandro Bianchi, il fratello maggiore di Marco e Gabriele: "Non sono stati loro a uccidere Willy"

Alessandro Bianchi, il fratello maggiore di Marco e Gabriele: “Non sono stati loro a uccidere Willy”

Willy Monteiro Duarte. Il fratello maggiore di Gabriele e Marco Bianchi a Pomeriggio Cinque

“Non sono stati i miei fratelli Gabriele e Marco ad uccidere Willy, qualcun altro gli ha dato un calcio”. Dice Alessandro Bianchi, fratello maggiore dei due giovani accusati del pestaggio mortale che ha spezzato la vita di Willy Monteiro Duarte.

Intervistato da Pomeriggio Cinque, Alessandro Bianchi ricostruisce quanto secondo lui è avvenuto quella tragica sera a Colleferro.

“Io ero al bar dove lavoro. I miei fratelli sono entrati insieme agli altri due arrestati”.

“L’unica cosa che ho sentito dire da loro, quando sono arrivati anche i carabinieri ed io ero con mia figlia di sei anni che ha iniziato a piangere, è stato: Prenditi le responsabilità di quello che hai fatto. Non ho visto a chi lo hanno detto ero di spalle”.

“E’ successo una cosa schifosa, siamo distrutti, ma non sono stati loro”, ribadisce. “La cosa più tragica e che fa più male è che il ragazzo è morto”, ha aggiunto Bianchi nella lunga intervista nel salotto di Barbara D’Urso.

Alessandro spiega che i suoi fratelli “erano lì ma la discussione era iniziata prima, altre due persone li hanno chiamati, loro volevano andare via. Hanno trovato sul posto gli altri due arrestati: non sto qui ad accusare altri, ci sarà il processo. Io non sono un giudice, ma chi ha sbagliato deve pagare, tutti anche i miei i fratelli”.

“Lasciatemi dire che nei giorni passati si è parlato solo di Marco e Gabriele: le cose sono state fatte in quattro, devono rispondere in quattro”, ha aggiunto.

Sui precedenti dei fratelli Alessandro Bianchi ha minimizzato: “Sono stati coinvolti in scazzottate, mai una cosa di questa gravità. Niente è normale, ma queste sono cose che succedono in tutti i locali. Comunque anche Belleggia e l’altro avevano precedenti simili”.

“Non posso dire che i miei fratelli sono stati angeli, ma dire che sono stati loro ad uccidere Willy lo devono accertare le forze dell’ordine. Io li conosco bene non avrebbero mai attaccato un ragazzo così fragile”.

Mia madre ripete: “Poteva essere mio figlio”

“La mia famiglia – ha aggiunto – è distrutta per questo. Mia madre ha detto: Non c’è nessun dolore più grande che per la famiglia di Willy. Mia madre ripete che Willy poteva essere suo figlio, lei ragiona così, e la cosa che la fa morire dentro è che ci sono stati in mezzo i suoi figli a quello che è successo”.

“L’unica cosa che mi solleva è che ci sono i testimoni che dicono che i miei fratelli non sono stati”. Alessandro spera ora nelle immagini delle telecamere: “Io non c’ero, ma secondo me nessuno si è reso conto di quello che era successo”.

Sulle immagini girate sui social in cui i fratelli ostentano ricchezza dice: “E’ soltanto scena”. E sul suv utilizzato dagli arrestati per allontanarsi dalla scena del delitto: “E’ la mia macchina ha 200 mila chilometri e costa 4 mila euro”.

“Aspettiamo che le telecamere confermino questa cosa: ma i calci a quel ragazzo non sono stati dati dai miei fratelli. Un altro glieli ha dati, ma non posso dire io chi”.

“Altro io non so dire: il pensiero prima di tutto è per il ragazzino che non c’è più, poi alla sua famiglia, ma la vita di tutti è stata distrutta”, conclude. (Fonte: Pomeriggio Cinque).