Alessandro Pontin, il papà di Trabaseleghe che accoltella a morte i due figli e poi si uccide

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Dicembre 2020 11:35 | Ultimo aggiornamento: 21 Dicembre 2020 11:35
Alessandro Pontin, il papà di Trabaseleghe che accoltella a morte i due figli e poi si uccide

Alessandro Pontin, il papà di Trabaseleghe che accoltella a morte i due figli e poi si uccide (Foto Ansa)

Alessandro Pontin ha ucciso i suoi due figli e poi si è ucciso. Il delitto ha scosso non solo la piccola località di Trabaseleghe ma ha colpito tutta l’Italia. I due ragazzini avevano solo 13 e 15 anni. Il padre li ha aggrediti, li ha inseguiti, infine li ha accoltellati. Poi si è tolto la vita.

Ma nessuno sa dare una spiegazione a questo omicidio-suicidio. Quello che appare certo è che i due figli avessero capito le intenzioni di Pontin. Infatti hanno cercato di scappare. Ma non c’è stato niente da fare.

Pontin gestiva su Facebook un gruppo chiamato “Il mondo riflesso di Alessandro Pontin“. L’uomo, un falegname che aveva abbracciato le discipline olistiche, portava avanti l’attività con la nuova fidanzata.

Alessandro Pontin e la tragedia di Trebaseleghe

L’orrore di una tragedia familiare ha sconvolto il piccolo paese di Trebaselghe, a nord est della provincia di Padova. Una villetta a due piani in via Sant’Ambrogio, abitata da Alessandro Pontin, 49 anni, e dai figli Francesca, 15 anni, e Petro, 13, è diventata all’improvviso il luogo della ferocia, senza spiegazioni.

L’uomo era divorziato da tempo dalla moglie, e madre delle due giovani vittime, che vive in un’altra casa, poco lontano. Dalle prime ricostruzioni investigative emerge un particolare che rende la tragedia ancora più orribile. Pare che i ragazzi abbiamo capito cosa stava succedendo. Forse hanno visto il papà già con il coltello in mano e ne avrebbero intuito le intenzioni, e così avrebbero cercato infatti di fuggire.

Ma Pontin è stato implacabile e ha raggiunto i due ragazzi. Si è avventato su di loro e li ha accoltellati entrambi alla gola. Per i due adolescenti non c’è stato scampo. Poi Pontin ha afferrato ancora il coltello, e con la stessa arma si è pugnalato mortalmente alla carotide. Tutto è rimasto avvolto nel silenzio.

La villetta è attorniata da altre abitazioni, e all’ingresso si accede tramite un piccolo cortile interno. Ma nessuno dei vicini avrebbe sentito urla o trambusto.

Il fratello di Alessandro Pontin scopre tutto

A scoprire la tragedia è stato in mattinata un fratello di Alessandro. L’uomo si è recato nell’abitazione, ha aperto la porta e si è trovato di fronte i tre cadaveri. Sotto choc ha chiamato i Carabinieri, e di lì a poco la vicenda è venuta a galla in tutta la sua efferatezza. Sul caso stanno indagando i carabinieri.

I militari sono stati molte ore sulla scena del duplice delitto, per repertare ogni cosa e cercare di delineare un possibile movente, che in queste prime fasi non emerge ancora. La mamma dei due ragazzini, divorziata da Pontin, è stata raggiunta nella sua abitazione dai Carabinieri, che le hanno dato la terribile notizia. Sul posto è stata fatta arrivare subito un’ambulanza con personale del 118. Il rapporto con il marito era finito da tempo.

Pontin, falegname, con la passione per la filosofia olistica e i massaggi orientali, aveva una nuova compagna. Chi lo conosce dice che stava attraversando un periodo positivo dopo la dolorosa separazione. Nessuno poteva immaginare l’orrore che lo ha armato contro i suoi figli. 

Lo sfogo del nonno Aldo Calzarotto

Il nonno dei ragazzini si è sfogato col Corriere della Sera. “Nemmeno una bestia ammazza in quel modo i propri figli.Ma che uomo era questo?”. Aldo Calzarotto è padre di Roberta, l’ex moglie di Alessandro Pontin. A quanto pare l’uomo, separato dalla moglie, non pagava gli alimenti in modo adeguato. “Più volte mia figlia era stata a parlare con i carabinieri di quell’individuo che faceva cose strane”, ha aggiunto Calzarotto. (Fonti: Ansa e Corriere della Sera)