Alessandro Sallusti scarta l’accordo con il giudice e aspetta la sentenza

Pubblicato il 25 settembre 2012 14:19 | Ultimo aggiornamento: 25 settembre 2012 14:20

Alessandro Sallusti (Foto Lapresse)

MILANO – Alessandro Sallusti non chiude l’ipotesi di accordo con il magistrato che lo ha querelato. Niente accordo quindi con l’altra parte che “voleva altri soldi – scrive Sallusti – oltre quelli già ottenuti”: il direttore del Giornale non può che attendere la sentenza della Corte di Cassazione prevista per mercoledì. E rischiare una condanna a 14 mesi di reclusione.  ”Ho dato disposizione ai miei avvocati di non chiudere l’ipotesi di accordo con il magistrato che mi ha querelato per un articolo neppure scritto da me e che ha ottenuto da un suo collega giudice la condanna nei miei confronti a un anno e due mesi di carcere”, scrive Sallusti in un editoriale intervenendo sul caso della sentenza che lo vede accusato di diffamazione.

”Il signore voleva altri soldi – prosegue il giornalista -, oltre i trentamila euro già ottenuti, in cambio del ritiro della querela e quindi della mia libertà. Io penso, l’ho già scritto, che le libertà fondamentali non si scambino tra privati come fossero figurine ma debbano essere tutelate dallo Stato attraverso i suoi organi legislativi e giudiziari. Anche perché nel caso specifico c’è un’aggravante, e cioè che a essere disposto a trarre beneficio personale dal baratto è un magistrato”.

Sallusti svela un particolare della vicenda: ”In primo grado sono stato condannato a cinquemila euro di multa più diecimila di risarcimento, nonostante l’accusa avesse chiesto per me due anni di carcere. Al momento di stendere le motivazioni della sentenza, il pm si pente: ho sbagliato a non dare a Sallusti anche una pena detentiva, scrive nero su bianco, ma ormai è fatta. Che cosa è intervenuto tra la sentenza e la stesura delle motivazioni? Non è che per caso qualcuno ha privatamente protestato per la mitezza della condanna, che a mio avviso era invece più che equa, non avendo io diffamato nessuno?”