Alessia e Livia Schepp, ancora nessuna traccia delle gemelline in Sardegna

di Gianluca Pace
Pubblicato il 27 settembre 2013 11:36 | Ultimo aggiornamento: 27 settembre 2013 11:38
Alessia e Livia Schepp

Alessia e Livia Schepp

CAGLIARI – “Se serve, sono pronta a partire”. Irina Lucidi, la madre di Alessia e Livia Schepp, le due gemelline italo-svizzere rapite dal padre Matthias nel 2011 e mai trovate, torna a parlare: “Se ci fosse qualcosa di concreto – dice la madre delle piccole, Irina Lucidi – verrei certamente nell’Isola”. Ma di concreto, per ora, non c’è nulla. C’è un giallo, un giallo formato da tanti piccoli tasselli. Un avvocato, dopo aver ricevuto una confidenza da un cliente in carcere, ha rivelato negli scorsi giorni alla Procura di Cagliari che le bambine si troverebbero in un campo nomadi della Sardegna. Qualcuno in galera aveva sentito che Alessia e Livia sarebbero vive e “a giugno erano tenute in un campo rom” in Sardegna. 

Ieri il blitz dei ros in un campo nomadi tra le province di Oristano e Nuoro che però non ha dato esito positivo. Per il dirigente della squadra mobile della questura di Foggia, Alfredo Fabbrocini, che ha indagato a lungo dopo il suicidio di Matthias Schepp a Cerignola, non esistono indizi che colleghino le bimbe alla Sardegna.

L’avvocato però è sicuro: “Mi fido di chi mi ha detto quelle cose. Certo, sul fatto che le due bimbe siano ancora vive e stiano in Sardegna non posso avere certezze, ma so che non potevo non segnalare agli inquirenti la confidenza che avevo ricevuto. Conosco il mio cliente da 25 anni, non è un delinquente ma una persona equilibrata che ha avuto qualche problema. In estate mi ha detto di dovermi raccontare una cosa importantissima e che si fidava solo di me. Aveva sentito un nomade, suo compagno di detenzione, parlare durante un colloquio in parlatorio con un altro nomade delle bambine. Inoltre aveva sentito in altri discorsi che quel clan all’epoca era in Corsica e si spostava spesso in Sardegna”.