Alessia Simonetta uccisa con 16 coltellate: 16 anni al compagno senza aggravante

Pubblicato il 3 Giugno 2013 20:57 | Ultimo aggiornamento: 3 Giugno 2013 20:58

carabinieriMILANO – E’ stato condannato a 16 anni di reclusione Morad Madloum, giovane marocchino accusato di aver ucciso con 16 coltellate la sua compagna Alessia Simonetta, di 25 anni, il 14 settembre 2012. Lo ha deciso il gup di Milano, Fabio Antezza, nel processo con rito abbreviato. Il pm Giordano Baggio aveva chiesto 30 anni di carcere contestando l’aggravante della crudeltà. Aggravante che, invece, è stata esclusa dal giudice, come aveva chiesto il difensore, l’avvocato Amedeo Rizza.

Secondo le indagini, Alessia Simonetta venne uccisa dal compagno marocchino con 16 coltellate nel loro appartamento in via San Dionigi, a Milano, la sera del 14 settembre scorso e davanti agli occhi del loro bambino di 14 mesi. L’uomo poi aveva ingerito dell’acido e si era lanciato nel vuoto. Era stato trasportato in ospedale e si era salvato. Inizialmente, si era detto che la giovane aspettava un secondo bambino e che questo potesse essere il movente dell’ omicidio, ma poi le indagini hanno escluso che la donna fosse incinta.

E’ certo, invece, che tra i due ci fossero liti continue e che il marocchino abusasse di alcol, cosa che aveva fatto anche quella sera. La difesa aveva chiesto, tra l’altro, l’assoluzione per incapacità di intendere e di volere sulla base di una perizia difensiva, nella quale si diceva che l’abuso di alcolici assieme a un disturbo di tipo ‘borderline’ avevano causato un vizio di mente al momento dell’uccisione. Il pm, invece, ha chiesto per l’imputato il massimo della pena con il rito abbreviato per omicidio volontario: 30 anni di carcere, con l’aggravante della crudeltà, proprio in relazione alle 16 coltellate inferte dall’uomo. In subordine, invece, la difesa aveva chiesto l’esclusione di quella aggravante, ‘tesi’ questa accolta dal gup che ha inflitto all’imputato 16 anni, senza aggravante.