Alexia Canestrari non è indagata: ma la ex del compagno può querelarla

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 gennaio 2014 12:13 | Ultimo aggiornamento: 3 gennaio 2014 12:13
Alexia Canestrari non è indagata: ma la ex del compagno può querelarla

Alexia Canestrari non è indagata: ma la ex del compagno può querelarla

ROMA – Alexia Canestrari non è indagata: ma la ex del compagno può querelarla. Alexia Canestrari e i due bambini sono affidati alle cure del caso dopo lo scampato pericolo. I carabinieri della Compagnia di Subiaco sono impegnati invece nella conclusione dell’informativa da consegnare al pm per stabilire cosa è successo e si ci sono dei responsabili.

Ovvio che si pensi ad Alexia che al momento si è difesa giustificando l’abbandono dei bambini con la necessità inderogabile di trovare aiuto, come poi è accaduto. Il capitano Alessio Falzone, che ha anche coordinato i 200 uomini impiegati nelle ricerche, presenterà il rapporto insieme alle testimonianze della donna, dei bambini, il contenuto dei colloqui con il padre dei bimbi, con la coppia che li ospitava e con il domestico che ha visto il 31 dicembre Alexia uscire con i figli.

Il fascicolo aperto dalla Procura di Tivoli è a carico di ignoti. Non è stata formulata nessuna ipotesi di reato. Alexia non è indagata. Tuttavia, i bambini si sono feriti (un braccio e un dito rotti), hanno subito uno stress psicologico rilevantissimo: contro Alexia, gli “aventi diritto” potrebbero procedere con una querela per danni colposi. Gli aventi diritto sono il padre Emanuele Tornabuoni (l’attuale compagno di Alexia) e la madre (sua ex compagna) di Manuel , il fratellino di 5 anni.

La compagna di Emanuele Tornaboni, proprietario insieme al fratello Pietro del circolo sportivo Due Ponti, tra i più prestigiosi della Capitale, dove sfilano tutti i giorni i vip di Roma nord, potrebbe essere stata solo poco prudente. Ieri Emanuele ha fatto la spola tra i due ospedali, quello di Subiaco, dove la compagna era entrata con un principio di ipotermia e in forte stato di choc, e il Policlinico Gemelli di Roma, dove i pediatri hanno preferito dare 48 ore di stabilità ai fratellini. (Libero Quotidiano)