Alfred Martlew primo obbiettore di coscienza in Gran Bretagna: un documentario su di lui

di redazione Blitz
Pubblicato il 20 ottobre 2018 7:05 | Ultimo aggiornamento: 19 ottobre 2018 23:46
Alfred Martlew primo obbiettore di coscienza in Gran Bretagna: un documentario su di lui

Alfred Martlew

LONDRA – Nella Prima Guerra Mondiale, Alfred Martlew di York dichiarò di essere obbiettore di coscienza, la comunità lo etichettò come “codardo”, l’uomo fu giudicato dalla corte marziale e l’11 luglio 1917 fu trovato annegato nel fiume Ouse e dichiarato sospetto suicida. 

La storia di Alfred Martlew, che faceva parte de “I 16 di Richmond” obiettori “assolutisti” britannici, è raccontata in uno dei documentari di “Emmerdale 1918” in cui le star della longeva soap britannica interpretano la vita degli abitanti dello Yorkshire durante la guerra.

Quando fu dichiarata la guerra, Alfred aveva 19 anni e insieme ad altri obiettori di coscienza rifiutò di svolgere il servizio militare anche da non combattente, affermando in tribunale:”Non ucciderò un altro essere umano”.

I sedici giovani furono imprigionati nel castello di Richmond, Yorkshire, per aver rifiutato la coscrizione, poi nel 1916 furono traferiti in Francia, vicino a Boulogne, per unirsi al Non-Combatant Corps, Corpo non combattente, dove furono obbligati a svolgere vari ruoli tra cui il trasporto di barelle.

Mentre erano al fronte, ai “16 di Richmond”  fu comunicato che disobbedire agli ordini poteva costare l’esecuzione in quanto disertori e furono esortati a unirsi agli altri obiettori di coscienza che avevano accettato il ruolo assegnato nel corpo dei non combattenti, per avere salva la vita. Ma Alfred rifiutò.

Dopo 11 ore la sua vita fu salva grazie al primo ministro Herbert Asquith: ordinò che in Francia nessun obiettore fosse fucilato per essersi rifiutato di obbedire agli ordini militari. Tornato in Inghilterra fu imprigionato a Winchester e successivamente fu proposto ad Alfred un posto nell’Home Office Scheme.

L’iniziativa dava agli obiettori “sinceri” l’opportunità di svolgere lavori civili in alternativa alla prigione e Alfred aveva iniziato a lavorare in una cava e come  venditore di alberi.

Continuò tuttavia ad avere la convinzione che con il suo lavoro stesse contribuendo allo sforzo bellico e nel 1917 scappò per tornare a York dove incontrò la fidanzata Annie Leeman. Alfred le dette il suo denaro e la guardò, prima di dirle che intendeva consegnarsi alla polizia.
Dopo una settimana il corpo ormai decomposto di Alfred fu trovato nel fiume Ouse a Bishopthorpe. Aveva 23 anni.

Un’inchiesta sulla sua morte non riuscì a determinare la causa ma il medico legale aveva stabilito che probabilmente si trattava di suicidio.  Alfred fu sepolto in una tomba nella vicina chiesa di Sant’Andrea a Bishopthorpe, lontano dalle altre tombe nel cimitero.

Nel documentario su Alfred, l’attore Bhasker Patel, che interpreta il proprietario della fabbrica Rishi Sharma, si è commosso fino alle lacrime raccontando quel periodo della vita del giovane. “Sono stato nel municipio di York, dove 100 anni fa Alfred ha affrontato un tribunale dicendo “Non ucciderò un altro essere umano”. “Mi ha davvero colpito. Un giovane stava lì e diceva:”No, non ucciderò”. Anche oggi ci sono molti Alfred”.

L’attore ha visitato le otto celle del Castello di Richmond per avere un’idea delle terribili condizioni in cui furono costretti a vivere i 16 di Richmond. “Hanno dato loro solo pane e acqua e quando si sono lamentati perché dormivano sul pavimento di legno, le guardie hanno rimosso le assi in modo che dormissero sulla fredda pietra”. “Erano uomini tenaci che, non importa quale fosse la punizione, non avrebbero mai rinunciato ai loro principi”.