Alfredo Famoso, morto tassista aggredito a Milano. Righi accusato di omicidio

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 febbraio 2014 20:39 | Ultimo aggiornamento: 25 febbraio 2014 22:39
Alfredo Famoso, morto tassista aggredito a Milano

Alfredo Famoso, morto tassista aggredito a Milano

MILANO – Alfredo Famoso è morto. Il tassista aggredito domenica 23 febbraio a Milano è stato dichiarato morto dai medici dell’ospedale Niguarda, dove era ricoverato dalla notte tra domenica e lunedì in stato di morte cerebrale.

Si aggrava così la posizione di Davide Guglielmo Righi, il consulente informatico di 48 anni fermato per tentato omicidio, che ha colpito il tassista perché non avrebbe rispettato la precedenza che spettava a lui e alla sua compagna di 37 anni e incinta di otto mesi, con cui stava attraversando sulle strisce pedonali all’altezza di via Morgagni 40. Ora che Famoso è stato dichiarato morto, l’accusa è diventata di omicidio volontario nella forma del dolo eventuale.

I parenti di Famoso hanno atteso in sala d’aspetto il bollettino ufficiale, ma le loro speranze erano già svanite dopo i primi riscontri del 24 febbraio, quando il figlio Federico su Facebook aveva annunciato la morte del padre.

Secondo il pm di Milano Maria Teresa Latella, che coordina l’indagine assieme al procuratore aggiunto Alberto Nobili, Righi ha accettato il rischio e la possibilità di uccidere quando ha scagliato la confezione di bottiglie d’acqua contro il volto di Famoso. In buona sostanza, i pm contestano al consulente informatico la volontarietà dell’aggressione nella forma giuridica del cosiddetto dolo eventuale, ossia l’accettazione del rischio e della possibilità “che l’evento si verifichi”.

La mattina del 26 febbraio è stato fissato l’interrogatorio di convalida alla presenza del gip Gianfranco Criscione, che oltre a decidere sul fermo, avrà anche il compito di stabilire la misura cautelare. Intanto, le indagini proseguono. Nelle scorse ore diverse persone si sono presentate in questura per raccontare agli investigatori quanto visto domenica sera all’incrocio; una dottoressa, in particolare, ha detto che si trovava nell’auto dietro al taxi e avrebbe assistito a tutta la scena: avrebbe confermato la frenata brusca del tassista, la reazione del pedone, la successiva lite verbale e infine il colpo alla testa con le bottiglie. Se ad uccidere il tassista sia stato questo o la caduta sull’asfalto, lo potrà stabilire solo l’autopsia.

Federico, il figlio di Alfredo, ha scritto su Facebook:

Leggo i commenti sul mio papà, non riesco a mangiare né dormire, non riesco a vivere senza il mio papà, non so dove trovare le forze. Mi dicono di essere forte. Ci sto provando ma il dolore di non avere a casa il mio papà mi sta consumando da dentro. Mi manca un mondo, vorrei stringerlo vicino a me e proteggerlo, mi sento in colpa perché non l’ho protetto domenica sera quando gli hanno fatto del male a lavoro, vorrei digli: “Papà sono qui con te, ti proteggo io, ti porto a casa e ci passiamo a prendere un pezzo di pizza e lo mangiamo insieme. Papà è la nostra guida, senza di lui non riesco a respirare”.

 

Giuliano Pisapia, sindaco di Milano, ha commentato quanto accaduto nella sua città:

“Purtroppo è successo quello che fino all’ultimo, anche quando le speranze erano minime, speravamo non accadesse. La morte di Alfredo Famoso è stata provocata da un gesto assurdo e terribile. Nessuna ragione può spiegare tale comportamento. Ora è il momento di stringerci attorno alla sua famiglia. Come tutti ho sperato che il sottile filo che teneva in vita Alfredo Famoso non si spezzasse. Milano oggi prova un immenso dolore e come sindaco ho deciso che nella nostra città ci sarà lutto cittadino. Concorderemo la data insieme alla famiglia”.