Alghero, ucciso in casa un barista di 19 anni. Arrestato un coetaneo

di Lorenzo Briotti
Pubblicato il 6 aprile 2019 9:43 | Ultimo aggiornamento: 6 aprile 2019 14:55
carabinieri alghero

Alghero, ucciso in casa un barista di 19 anni. Arrestato un giovane (foto Ansa)

ALGHERO – I Carabinieri del comando provinciale di Sassari, durante la notte tra il 5 e il 6 aprile hanno arrestato un giovane sospettato di aver ucciso ad Alghero, Alberto Melone, 19 anni, barista, figlio del proprietario del bar Trico molto noto nella cittadina sarda.

Il presunto assassino si chiama Luca Saba ed ha 18 anni. La svolta è avvenuta nella notte: ascoltato a lungo dagli investigatori e dal sostituto procuratore Mario Leo come persona informata dei fatti, Saba sarebbe crollato e avrebbe ammesso l’omicidio avvenuto all’interno dell’appartamento in cui vive, al primo piano di piazza del Teatro.

Fino alla sua confessione aveva retto la versione secondo cui nell’abitazione aveva fatto irruzione un’altra persona e che, una volta accolto in casa, avesse sparato un colpo di pistola tra il petto e il collo di Melone, ferendolo mortalmente. Le indagini portate avanti sino a questa mattina e i rilievi scientifici hanno permesso di delineare un’altra verità. 

Melone è stato freddato verso le 21,30 di venerdì 5 aprile con un colpo di pistola tra il petto e il collo. Sul posto sono arrivati i carabinieri, la polizia e un’ambulanza del 118, ma quando i sanitari sono arrivati nell’abitazione il giovane era già morto. 

Al momento del delitto in casa, oltre alla vittima e Saba, c’erano altre persone. I Carabinieri volgiono stabilire se abbiano assistito all’omicidio ed anche capire il movente. Per questa ragione, sono stati fatti degli interrogatori. 

Alghero, Alberto Melone lavorava nel bar di famiglia

Alberto Melone era figlio di una coppia benvoluta e conosciuta nella cittadina catalana. Antonello Melone, 69 anni, e Mariella Alivesi, 55 anni, gestiscono il bar “Da Trico” in centro, molto frequentato.

La vittima dell’omicidio viene definita da tutti un ragazzo un po’ inquieto, probabilmente negli ultimi tempi si era infilato in qualche giro più grande di lui. Anche a scuola le cose per Alberto Melone non andavano bene. Si era iscritto prima al Liceo scientifico, poi si è trasferito all’istituto alberghiero, ma anche lì le cose non vanno meglio sino alla decisione di abbandonare gli studi e andare a lavorare nel bar di famiglia.

E della vicenda parla anche il sindaco di Alghero, Mario Bruno, che su Facebook scrive: “Il fatto di ieri notte è solo la punta di un iceberg che ci impone una reazione seria, fatta soprattutto di una proposta di valori, di attenzioni, di ascolti, di luoghi e di progetti. Ci riguarda tutti. Nessuno si tiri indietro”.

“Oggi è però ancora una giornata di dolore, di vicinanza concreta a Mariella e Antonello – scrive ancora il primo cittadino di Alghero – di riflessione seria anche sulla nostra adeguatezza a essere testimoni e promotori di una proposta diversa di vita, di comunità educante, che esige, mentre ancora ci asciughiamo le lacrime, una forte reazione collettiva (…)”. 

(fonte: Ansa).