Alluvione di Sarno, Cassazione annulla l’assoluzione per l’ex sindaco

Pubblicato il 12 Marzo 2010 14:31 | Ultimo aggiornamento: 12 Marzo 2010 14:48

La Cassazione ha annullato, con rinvio alla Corte d’appello di Salerno, l’assoluzione dell’ex sindaco di Sarno, Gerardo Basile.

L’ex primo cittadino era sotto processo con l’accusa di omicidio colposo plurimo per omissioni e imprudenze, nel predisporre adeguate misure di sicurezza per la cittadinanza, che avrebbero provocato 137 vittime durante l’alluvione del 5 maggio 1998 durante la quale un’immensa colata di fango travolse la frazione di Epifanio. Basile era stato assolto sia in primo sia in secondo grado.

La Cassazione, invece, ha confermato l’assoluzione dell’ex assessore comunale di Sarno Ferdinando Crescenzi. Sono stati così respinti i ricorsi presentati contro la sua assoluzione dai familiari di alcune delle vittime. Contro l’assoluzione del sindaco Basile aveva fatto ricorso in Cassazione la Procura della Corte d’appello di Salerno rappresentata da Armando Sessa e dall’aggiunto Maddalena Russo. Il verdetto di secondo grado era stato emesso il 6 ottobre 2008, quello di primo grado, il 3 giugno del 2004 dal Tribunale di Nocera Inferiore.

La prescrizione, per Basile, da quanto si è appreso da fonti della difesa del Comune di Sarno maturerà solo nel 2013. Ieri, nella sua requisitoria, il sostituto procuratore generale Francesco Iacoviello aveva sostenuto la responsabilità dell’ex primo cittadino per il mancato ordine di evacuazione, per aver diffuso notizie rassicuranti invitando la cittadinanza a rimanere nelle proprie case, per non aver convocato il comitato per le emergenze, ed essere così rimasto isolato dal circuito di informazioni della Prefettura.

“Bisogna applicare il principio di ragionevolezza – aveva detto il Pg – e non quello della prevedibilità dei danni dell’alluvione. Gli altri sindaci dei Comuni vicini, come Quindici, avevano comunque dato l’ordine di evacuazione, ragionando come persone normali dotate di ordinaria diligenza, mentre a Sarno, dove pure la situazione era molto più grave, il sindaco era rimasto inerte”.

“Non si trattava di fare una profezia su un evento imprevedibile – aveva aggiunto Iacoviello – ma solo la previsione di un evento prevedibile. Invece a Sarno si è passati dall’assunto dell’evento imprevedibile alla constatazione della catastrofe, quando invece altri sindaci dei paesi vicini avevano, invece, previsto tutto”. Basile – ha sottolineato il pg – “si è messo in una condizione di isolamento ed è stato travolto dall’evento alluvionale perché la mancata convocazione del comitato di sicurezza non gli ha consentito di avere i dati sulla situazione. Invece, senza sapere né leggere né scrivere, avrebbe dovuto intervenire e dare l’ordine di evacuazione”.

Le motivazioni della sentenza che riapre il processo per Basile, saranno estese da consigliere Carlo Brusco entro trenta giorni. Attualmente Sarno (31mila abitanti) è guidata dal sindaco Amilcare Mancusi del centrodestra, stesso schieramento che aveva eletto Basile che continua a svolgere l’attività di ingegnere civile.