Alluvione Gevona, incubo torna tra allerte mancate e 2,5mld € mai spesi…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 Ottobre 2014 11:58 | Ultimo aggiornamento: 10 Ottobre 2014 11:59
Alluvione Gevona, incubo torna tra allerte mancate e 2,5mld € mai spesi...

Alluvione Gevona, incubo torna tra allerte mancate e 2,5mld € mai spesi…

GENOVA – “L’allerta non è stata data, non abbiamo avuto il tempo di lanciare le procedure d’emergenza”. Marco Doria, sindaco di Genova, commenta così l’incubo dell’alluvione che torna a Genova e mette a dura prova la città.

E l’allerta mancata non è l’unica condizione che alimenta i malumori. “Abbiamo 2,5 miliardi di euro per la messa in sicurezza del territorio e non li spendiamo”, denuncia Gian Vito Graziano, presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi.

Doria ha dichiarato:

“Mi limito a un fatto: l’allerta non è stata data. C’è un sistema di protezione civile di cui fa parte anche il Comune in cui spetta al Comune di mettere in atto le procedure previste dai diversi livelli di allerta. Il Comune ieri ha allertato presidi e scuole e ha monitorato il territorio e oggi ha chiuso le scuole nonostante non ci sia ancora allerta”.

Il presidente dei geologi Graziano ha dichiarato:

“In Italia abbiamo ben 2,5 miliardi di euro, già disponibili, in cassa, per la messa in sicurezza del territorio ma non li spendiamo, rischiamo di perderli. Questo è inquietante. I soldi ci sono ma è un problema di coordinamento ed anche di mentalità culturale”.

E aggiunge:

“Continua ad esserci, in Italia un problema di prevenzione di cui alcuni forse non ne conoscono il significato. Bisogna realizzare opere di messa in sicurezza tenendo conto del contesto per ottenere risultati compatibili con il territorio”.

Carlo Malgarotto , presidente dell’Ordine dei Geologi della Liguria, ha detto:

“La città di Genova per dissesto idrogeologico credo sia la seconda città più pericolosa d’Europa e dunque il territorio va gestito in maniera diversa. Bisogna ridisegnare il territorio in maniera sostenibile. Si potrebbe ad esempio trattenere le acque a monte cercando di diluirle durante il percorso. Non possiamo spostare mezza Liguria ma possiamo invece fare la prevenzione con interventi sostenibili. Da tempo diciamo che c’è la necessità di convocare tavoli istituzionali ma purtroppo questi tavoli non siamo noi che dobbiamo convocarli”.