Alluvione Modena, nutrie assolte, Giovanardi “condannato”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 febbraio 2014 10:49 | Ultimo aggiornamento: 21 febbraio 2014 11:10
Alluvione Modena, nutrie assolte, Giovanardi "condannato"

Alluvione Modena, nutrie assolte, Giovanardi “condannato”

ROMA – Se il fiume Secchia straripò inondando le pianure del Modenese il 19 gennaio scorso non è per colpa delle nutrie, come pure dichiarò sicuro il senatore Carlo Giovanardi. Intestandosi addirittura un’interrogazione parlamentare per chiederne l’abbattimento visto che la stessa Protezione Civile la Protezione civile aveva “indicato nei cunicoli scavati dalle nutrie sugli argini dei fiumi la causa del collasso degli stessi in caso di piene”.

Bene, ora il “processo” al piccolo roditore si è concluso: assoluzione piena per non aver commesso il fatto. La colpa, com’era prevedibile, è dell’incuria dell’uomo. In particolare dei responsabili alla Regione: sapevano benissimo che “dal 2001 non si fanno i piani di tutela e di sicurezza” per la buona ragione che “mancano i fondi”.

E se a dirlo è Luigi Fortunato, direttore di Aipo (Agenzia interregionale per il fiume Po) durante l’audizione presso la commissione Territorio della Regione Emilia Romagna, si tratta di una vera messa in stato di accusa di un’intera gestione della sicurezza e della tutela del territorio, visto che “della mancanza di fondi e delle situazioni di rischio del territorio la Regione era perfettamente a conoscenza”.

Se Giovanardi (all’epoca l’hashtag #colpadellenutrie diventò virale in un attimo) non ha ancora chiesto scusa alle nutrie (e agli animalisti complici), ci ha pensato il direttore di Aipo a riabilitarla. Adducendo ragioni più sensate: pur “constatando un aumento preoccupante di scavernamenti nei corpi arginali (del fiume, ndr.) per lo più collegata alla presenza di una serie di animali”, non esiste la prova “che l’evento del 19 gennaio sia legato a questo”, e che poi “non salti fuori che diamo la colpa alla fauna”.

Perché, fra l’altro, il piccolo roditore semiacquatico scava sì per farsi la tana, ma “a livello dell’acqua quando il fiume è a regime normale”. Semmai, scagionata la nutria, Giovanardi avrebbe potuto spendere qualche parola di riprovazione (ma senza accollare loro la colpa dell’alluvione) contro volpi, tassi e conigli selvatici che con tane e passanti sotterranei intaccano la solidità degli argini.