Alpini. Il maggiore Karim: “Il sergente mi chiamava marocchino di m…”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Ottobre 2019 12:57 | Ultimo aggiornamento: 9 Ottobre 2019 13:38
Alpini: sergente a processo per insulti razzisti a un ufficiale di origine marocchina

Una parata del corpo degli alpini (Ansa)

ROMA – Un caso di presunto razzismo scuote il corpo degli Alpini. Si celebra oggi infatti il primo atto del processo a un sergente denunciato da un ufficiale di origini marocchine, il maggiore Karim Akalay Bensellam. Commenti denigratori alle sue spalle, insulti razzisti a voce alta: sarà il Tribunale militare di Verona a stabilire se il sergente è un razzista che va punito. Ne parla il Corriere della Sera.

“Sto marocchino di m…”

“Sto marocchino di m…”,  “non è degno di stare nell’esercito italiano”, “ha rubato un posto in Accademia a un italiano”, “pezzo di m… sto meschino”. Queste alcune delle frasi che hanno indotto i giudici militari a far piena luce sulle accuse. 

Tra i due, è ovvio non correva buon sangue, segnala il Corriere della Sera che ha pubblicato la notizia del processo. Per tre anni il sergente sarebbe andato avanti con gli insulti. Alla fine il maggiore Karim ha perso la pazienza, ha reagito venendo alle mani con il sergente. Per questo era finito sotto processo pure lui prima che le baruffe venissero archiviate per la particolare “tenuità dei fatti”. Ma la sentenza ha finito anche per rivelare il comportamento del sergente facendo scattare la denuncia del maggiore e la conseguente indagine per razzismo.

“Razzista e oltraggioso”

“Perché è lì che il mio cliente ha scoperto tutto, il sergente gli parlava alle spalle e pubblicamente”, spiega l’avvocato Massimiliano Strampelli, suo difensore. Il maggiore Karim si attiene alla regola del silenzio, per lui parla la denuncia: “Ho ho sempre cercato di non coinvolgere il reparto in una vicenda che avrebbe infangato l’onore del Reggimento e del comando – scrive nella denuncia presentata alla Procura militare di Verona -. Ma tutte queste remore sono venute meno quando ho appreso del comportamento razzista e oltraggioso”. Per esempio con la testimonianza, tra le altre, di una sua collega alpina. (fonte Corriere della Sera)