Altamura (Bari), presunte tangenti su forniture sanitarie: due arresti alla Asl

Pubblicato il 10 Febbraio 2011 21:18 | Ultimo aggiornamento: 10 Febbraio 2011 21:29

ALTAMURA (BARI) – Presunte tangenti del 20% sugli acquisti di beni destinati al presidio ospedaliero Altamura-Putignano e prezzi per le forniture all’azienda sanitaria aumentati fino al 1.200%: è quanto emerge – secondo l’accusa – dalle indagini di guardia di finanza e carabinieri che hanno arrestato due dirigenti del presidio sanitario. Si tratta dell’ex direttore amministrativo a riposo, Vito Caiati, e di Michele Dibattista, responsabile dell’ufficio economato.

Le indagini si sono concentrate sul fatturato dell’ospedale di Altamura negli anni 2008-2009 e si sono avvalse, soprattutto nella prima fase, di intercettazioni telefoniche e ambientali. La stessa dirigenza della Asl di Bari, a seguito di accertamenti interni, aveva riscontrato pesanti anomalie nella gestione amministrativa della struttura: solo nel 2009 erano stati acquistati prodotti (materiale di cancelleria, mobili per ufficio, computer e programmi operativi) sempre da imprese riconducibili ad un commerciante operante nella zona di Bitonto-Palo del Colle, per circa 700 mila euro.

Gli acquisti, tutti riconducibili a Caiati, ora in pensione, erano stati fatti simulando una comparazione che avveniva fra società (create ad hoc) riconducibili sempre allo stesso imprenditore, il bitontino Luigi Mondelli, indagato a piede libero per concorso in peculato e concussione.

In cambio degli acquisti Caiati avrebbe ricevuto – secondo l’accusa – denaro (avrebbe preteso il 20% dell’importo delle forniture richieste) ma anche beni come televisori, computer e mobili. Regalie che l’imprenditore, titolare di cinque società operanti tutte nello stesso settore, recuperava aumentando il prezzo degli articoli forniti anche del 1.200%.

Così un frigo-bar che ha come prezzo di mercato circa 300 euro, alla Asl arrivava a costare oltre 1.800. Poltrone che costavano circa 1.300 euro l’una, computer che superavano anche i 2.000 euro. Ma la truffa avveniva – secondo le indagini – anche sugli articoli di cancelleria: un cd veniva pagato anche 0,80 centesimi, il doppio del prezzo di mercato.

Numerosi, poi, i “regali” che l’ex direttore del presidio ospedaliero pretendeva: dai portamonete alle borse ai televisori, il computer Apple per la moglie, le sedie per casa. Il fornitore, vessato dalle richieste di tangenti di Caiati, pur di non perdere la Asl come cliente si sarebbe persino offerto di fare l’autista all’allora dirigente.

Il giro d’affari accertato complessivamente nei due anni di indagini è stimato in oltre un milione di euro.