Altero Matteoli è morto in un incidente stradale a Capalbio. L’ex ministro aveva 77 anni

di redazione Blitz
Pubblicato il 18 dicembre 2017 15:56 | Ultimo aggiornamento: 18 dicembre 2017 17:25
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Altero Matteoli morto. Ex ministro deceduto in un incidente stradale a Capalbio

ROMA – Altero Matteoli è morto improvvisamente lunedì 18 dicembre. L’ex ministro è deceduto in seguito all’incidente stradale in cui era rimasto coinvolto sulla via Aurelia all’altezza di Capalbio.

Matteoli era stato estratto dalle lamiere dell’auto in fin di vita: i medici hanno tentato di rianimarlo sul posto ma non c’è stato nulla da fare.

Da quanto si è appreso, il senatore Matteoli viaggiava da solo su una Bmw quando, in località Il Giardino a Capalbio, non lontano da Ansedonia (Grosseto), c’è stato lo scontro frontale con una Nissan con a bordo un uomo e una donna, rimasti entrambi feriti. Il conducente della Nissan, 50 anni, è stato poi trasferito all’ospedale di Grosseto: le sue condizioni sarebbero gravi. La donna è stato portata con l’elisoccorso all’ospedale di Siena. Inutili i tentativi di rianimare il parlamentare. La strada è chiusa in entrambi i sensi.

Nato a Cecina (Livorno) l’8 settembre del 1940, dal 2008 al  2011 Matteoli aveva ricoperto l’incarico di ministro delle infrastrutture e dei trasporti nel Governo Berlusconi IV, mentre, dal 2006 al 2011, era stato anche sindaco del comune di Orbetello (Grosseto).

Già esponente del Movimento sociale italiano, nel 1994 aveva aderito ad Alleanza Nazionale. Per quattro legislature era stato consigliere comunale di Castelnuovo di Garfagnana (Lucca) e di Livorno. Ministro dell’ambiente nel governo Berlusconi I dal 1993 al 1995, aveva poi ricoperto la stessa carica nel 2006, quando era senatore di An. 

Proprio in qualità di ministro dell’Ambiente, nel dicembre del 2009 aveva proposto l’innalzamento dei limiti di velocità a 150 chilometri orari sulle autostrade italiane. In un’intervista a Radio Anch’io, così ha giustificato la proposta: “Sì è vero quando si va più forte si consuma di più, ma si sta meno in strada e quindi c’è un vantaggio anche per l’inquinamento”. La proposta ha trovato l’opposizione dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada.

 

Il 16 novembre 2013, con la sospensione delle attività del Popolo della Libertà, aveva aderito a Forza Italia, del cui Comitato di presidenza era diventato membro il 24 marzo 2014.

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