Alto Adige rivuole la doppia cittadinanza: la lettera dei consiglieri all’Austria

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 dicembre 2017 17:06 | Ultimo aggiornamento: 10 dicembre 2017 17:06
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Alto Adige rivuole la doppia cittadinanza: la lettera dei consiglieri all’Austria

BOLZANO – “Ci sentiamo più austriaci”, questo il contenuto della lettera che 19 consiglieri della provincia dell’Alto Adige hanno inviato al primo ministro dell’Austria Sebastian Kurz per chiedere la doppia cittadinanza.  I consiglieri nella lettera inviata a fine novembre sostengono che con l’annessione involontaria dell’Alto Adige all’Italia hanno perso la cittadinanza e ora riaccendono il sogno di recuperarla.

Letizia Tortello su La Stampa scrive che le trattative per la doppia cittadinanza si sono arenate tempo fa e ora che la destra ha conquistato l’Austria i consiglieri del Sud Tirolo tornano a spingere per ottenere anche il passaporto austriaco:

“La doppia cittadinanza ai sudtirolesi era nel programma di Strache in campagna elettorale, e l’Övp non è contrario a priori. Per questo, la lettera sottoscritta da 7 consiglieri di maggioranza della Südtiroler Volkspartei (Svp) e da 12 consiglieri delle opposizioni, tra cui gli indipendentisti dei Die Freiheitlichen e il Movimento 5 Stelle, non è caduta nel vuoto. A loro si sono aggiunti, con un’altra lettera, politici ed ex politici di peso, come lo storico ex presidente della provincia Durnwalder, che si dice «finalmente più ottimista. Noi siamo una minoranza austriaca, non c’è niente da fare». Per quanto la sua idea sia lontana dall’irredentismo e da spinte di «secessione dall’Italia».

Le trattative con Kurz e Strache, dunque, sono aperte. I due leader hanno comunicato che vorrebbero giurare per il nuovo governo entro il 20 dicembre. Anche per la discussione preliminare sulla doppia cittadinanza, che sembra essere in calendario, sarebbe questione di giorni: «Incontrerò Kurz a breve – spiega Philipp Achammer, presidente dell’Svp -. Confidiamo che qualcosa verrà formalizzato, almeno una prima apertura». Per lui «la doppia cittadinanza italiana e austriaca è una questione emotivamente importante, non siamo revisionisti, piuttosto europeisti». A dargli manforte c’è anche il presidente della regione del Trentino-Alto Adige/Südtirol, Arno Kompatscher, che parla di una decisione «dall’altissimo valore emozionale». E guai a parlare di «spirito neoaustrungarico»: quello l’Svp lo lascia ai movimenti indipendentisti altoatesini, che chiedono per la provincia autonoma ancora più indipendenza”.

La doppia cittadinanza rappresenterebbe un passo in avanti per una maggiore autonomia, spiega La Stampa:

“Ma per chi abita nella provincia più settentrionale del Belpaese, che è a maggioranza di lingua tedesca, quali sarebbero veramente i vantaggi di una cittadinanza austriaca? I diritti acquisiti, qualora l’Austria accettasse, sono tutti da discutere: a partire dal voto, che genererebbe il problema della rappresentanza nel parlamento nazionale a Vienna (nel Nationalrat non ci sono deputati che risiedono all’estero), alla «possibilità di fare il servizio militare» (che in Austria è ancora obbligatorio), dice Leiter-Reber. Di certo, per la causa è l’identità a giocare il ruolo più importante: «Basta guardare le nostre città – ricorda l’ex parlamentare italiano Siegfried Brugger -, sono ben più simili alle città medievali ungheresi o cecoslovacche, che a quelle del centro Italia, questo nessuno lo può negare»”.