Alto Adige: la statua anti ebrei che non si riesce a buttar giù

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 gennaio 2018 4:45 | Ultimo aggiornamento: 26 gennaio 2018 8:05
Alto Adige: la statua anti ebrei che non si riesce a demolire

Alto Adige: la statua anti ebrei che non si riesce a buttar giù

BOLZANO – In Alto Adige c’è una statua anti ebrei che nessuno riesce a rimuovere perché… privata. Realizzata nel 2008 e installata in una casa privata, ma comunque ben visibile al pubblico, la statua è quella del Kaiserjager con il fucile in mano immortalato nel bronzo brunito per commemorare i volontari altoatesini morti combattendo le truppe italiane un secolo fa. E’ stata eretta a pochi passi dalla via principale nel centro del paese, Sarentino (Bolzano). Il sindaco denuncia, ma il proprietario, tramite il suo avvocato, si difende: “Abbellisce il giardino”.

Impossibile non notare la targa in tedesco a caratteri gotici dorati sullo sfondo scuro alla sua base. Dopo aver ricordato i caduti nella Prima guerra mondiale “per Dio, l’Imperatore e un Tirolo unito”, il testo recita: “Morirono vittime del più grande tradimento di tutti i tempi perpetrato il 26 aprile 1915 da re Vittorio Emanuele III e dal suo complice e ministro degli esteri, l’ebreo barone Luigi Sidney Sonnino“.

“Non la statua, che fa ancora parte del sentire collettivo in queste regioni, ma è la targa che va messa sotto accusa e levata il prima possibile. Ci abbiamo provato più volte, senza risultati”, sostiene Elisabetta Rossi Innerhofer, presidente della comunità ebraica di Merano. Il contenzioso dura da tempo.

Come scrive Lorenzo Cremonesi per Il Corriere della Sera:

Sin dal 2010, due anni dopo che il proprietario del terreno e dell’abitazione vicina, l’oggi 75enne Hans Meraner ex impiegato della Provincia di Bolzano in pensione, decide a spese proprie (valutate tra i 25 e 50 mila euro) di far costruire monumento e targa da un fabbro di Bologna e poi piazzarli in piena vista nel suo giardino. I primi a chiederne la rimozione sono due deputati Verdi dell’Alto Adige, Hans Heiss e Riccardo Dello Sbarba. Si muove allora Franz Locher, sindaco di Sarentino dal 2005 e oggi 52enne. «La nostra contestazione principale era che il monumento è illegale, non rispetta le regole urbanistiche, in quanto si trova a meno di 5 metri dalla strada ed è visibile dal pubblico», spiega.

Nel frattempo Meraner ricorre a un noto avvocato di Bolzano, Manfred Natzler, il quale trova un appiglio per garantire il proprio cliente: il monumento sarebbe in realtà un «abbellimento del giardino», non necessita di licenze edilizie e non deve rispettare il limite dei 5 metri, alla stregua di un nanetto di pietra o una pianta. La Procura di Bolzano fa quindi sapere ai Carabinieri di Sarentino che il caso verrà archiviato. Il monumento resta dove sta.

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