Alvin Berisha è arrivato in Italia. Il piccolo ha riabbracciato la famiglia e chiesto pollo e patatine

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Novembre 2019 10:00 | Ultimo aggiornamento: 8 Novembre 2019 12:18
Alvin Berisha è arrivato in Italia. Il piccolo ha riabbracciato la famiglia e chiesto pollo e patatine

Alvin Berisha è arrivato in Italia. Il piccolo ha riabbracciato la famiglia e chiesto pollo e patatine (Foto Ansa)

ROMA – E’ tornato a casa il piccolo Alvin Berisha. Un incontro emozionante quello con le sue due sorelle all’aeroporto di Fiumicino. L’11enne albanese, che la madre cinque anni fa aveva portato via dall’Italia per trasferirsi in Siria e unirsi all’Isis, ha ritrovato la sua famiglia. A riferire di questo momento intenso e commovente è stata Maria Giuseppa Falcicchia, la dirigente dello Scip, organismo del Dipartimento della Pubblica sicurezza, che con i suoi collaboratori ha preso in consegna Alvin alla frontiera tra Siria e Libano per riportarlo in Italia e restituirlo all’affetto del padre e, appunto, delle due sorelle.

Un racconto durante cui è emersa anche la commozione della stessa dirigente. In quegli attimi, in quell’abbracciarsi, “è stato evidente il bisogno di Alvin di avere per riferimento una figura femminile”. “Papà, vienimi a prendere, riportami a casa…”. Sono parole che Alvin Berisha ha scritto in una lettera. “Eccomi, ti avevo promesso che ti avrei riportato a casa”, ha detto il padre ad Alvin appena rivisto.  

Ha chiesto pollo e patatine, era il suo desiderio ed è stato esaudito. Alvin è stato ritrovato nel campo profughi di Al Hol, controllato dai curdi. Ha voluto questo menu quando è arrivato in albergo a Beirut, dov’era stato trasferito da personale dello Scip. La dirigente e i suoi collaboratori l’hanno avuto con loro per 48 ore riportandolo venerdì mattina in Italia, con volo Alitalia atterrato a Fiumicino. “Ha ordinato lui – ha riferito la dirigente della Polizia di Stato – e l’abbiamo assecondato”. Si è pensato anche ad una Coca Cola ma alla fine si è preferito dargli da bere dell’acqua.

La madre di Alvin è morta “presumibilmente” a luglio scorso. Morte avvenuta in territorio siriano nel corso di combattimenti. La donna, Valbona Berisha, si era radicalizzata, arruolandosi nel Califfato e portando via dall’Italia cinque anni fa il bambino. A riferire del periodo in cui sarebbe avvenuto il decesso della donna è stato il generale dei carabinieri Giuseppe Spina, direttore dello Scip.

“Il ritorno a casa del bambino è una di quelle notizie che ti riempiono il cuore. Il piccolo albanese, da anni in un campo profughi in Siria, nelle prossime ore potrà finalmente essere riabbracciato dal padre che lo attende in Italia. Per questo rivolgo un sentito ringraziamento a tutte le autorità italiane e albanesi, alle organizzazioni umanitarie, a quanti hanno collaborato per questa operazione complessa, in un teatro difficile come quello siriano. Un grazie anche a quei media che hanno acceso i riflettori sulla storia del piccolo”, ha detto ieri il premier Giuseppe Conte.

“Il Governo italiano ha fatto tutto il possibile per la sua liberazione. Ho seguito personalmente l’evolversi della vicenda, costantemente informato e in contatto con il primo ministro albanese Edi Rama. Uno straordinario successo non solo della diplomazia ma soprattutto della cooperazione internazionale, grazie al prezioso ruolo svolto dalla Croce Rossa italiana e Mezzaluna Rossa e all’intervento determinante di reparti speciali di polizia e carabinieri”, aggiunge. “Il peggio per lui è ormai alle spalle, tra poche ore sarà libero. Libero di poter vivere la sua infanzia, di poter tornare a giocare, di immaginare e costruire il proprio futuro. Senza costrizioni e lontano dalle bombe – conclude Conte – dalle guerre, dai fanatismi”. (Fonti Ansa e Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev).