Amanda Knox, festa prima e dopo verdetto: “Grata e sollevata mi riprendo mia vita”

di redazione Blitz
Pubblicato il 28 Marzo 2015 1:54 | Ultimo aggiornamento: 28 Marzo 2015 1:54
Amanda Knox, festa prima e dopo verdetto: "Grata e sollevata mi riprendo mia vita"

Amanda Knox, festa prima e dopo verdetto: “Grata e sollevata mi riprendo mia vita”

SEATTLE – Prima ancora che fosse pronunciato il verdetto, Amanda Knox stava già festeggiando. “Una grande festa”, dicono i vicini. Forse per esorcizzare la paura, forse per distrarsi dall’ansia e raccogliere le forze preparandosi al peggio. Ma dall’Italia la notizia è bella, bellissima: “Assolta, assolti” per sempre. E la festa, a casa di Amanda è continuata. Le grida di gioia arrivano in strada. Il suo commento arriva con un comunicato:

“Sono enormemente sollevata e grata per la decisione della Cassazione italiana – si legge nella nota- la consapevolezza della mia innocenza mi ha dato la forza nei tempi più bui di questo calvario, in cui ho avuto l’inestimabile sostegno della mia famiglia, degli amici e di sconosciuti”.

Poi, al telefono con uno dei suoi legali, l’avvocato Luciano Ghirga, singhiozza dalla gioia:

“Ho ripreso la mia vita… Luciano grazie, ti voglio bene“.

“Ora sta solo festeggiando – riporta lui – e non pensa a cosa farà nei prossimi giorni. Così come non pensa ad alcuna richiesta di risarcimento” per ingiusta detenzione, chiarisce, smentendo l’ipotesi avanzata dall’altro legale.

“Grazie dal profondo del mio cuore. La vostra gentilezza mi ha sostenuto. Vorrei solo potervi ringraziare ognuno di persona”, dice ancora Amanda rivolgendosi ai suoi supporter.

Anche la famiglia della giovane scrive un comunicato per

“esprimere profonda gratitudine a coloro che hanno sostenuto Amanda. Innumerevoli persone, da esperti di Dna di fama mondiale, ad ex agenti dell’Fbi, fino ai cittadini comuni impegnati per la giustizia, hanno parlato della sua innocenza. Siamo entusiasti e grati – scrive ancora la famiglia Knox – per la decisione presa oggi dalla Corte italiana. E siamo grati oltre ogni misura per tutti coloro che hanno fatto così tanto per lei”.

Davanti alla villetta di Seattle dove abita Amanda, una come tante nel quartiere rigoglioso in questo inizio di primavera, ci sono parcheggiate le auto degli amici. Entrano e escono alla spicciolata. “Wow! Era ora!”, esulta un gruppo di persone mentre lascia la casa, mostrando il pollice alzato. Il verdetto della Cassazione farà discutere. E chissà se servirà a cambiare l’opinione, generalmente negativa, che la gente di qua si è fatta del sistema giudiziario italiano. Un sistema che “ha fallito e adesso vuole rimediare. Troppo tardi!”, dice una donna in un supermercato. “E’ chiaro, hanno fatto un casino”.