Amanda Knox: “Il carcere ha spezzato i miei progetti”. Da domani il processo d’appello

Pubblicato il 23 Novembre 2010 16:47 | Ultimo aggiornamento: 23 Novembre 2010 17:07

Amanda Knox

Il carcere “ha spezzato i miei progetti” ed ora “aspetto di vedere la mia libertà” : sono parole di Amanda Knox alla vigilia del processo di appello, in programma da domani a Perugia, che la detenuta americana ha affidato a Rocco Girlanda, deputato e presidente della Fondazione Italia Usa, in un recente incontro presso il carcere di Perugia.

“Quando sono entrata in carcere, a vent’anni, stavo cominciando a tessere i fili della mia vita, ed è stato come se qualcuno avesse strappato repentinamente tutti questi fili spezzando anche i miei progetti”, ha detto Amanda a Girlanda, autore del libro “Io vengo con te – Colloqui in carcere con Amanda Knox”, edizioni Piemme, che in pochi giorni è già alla seconda edizione e che raccoglie un anno di confidenze e speranze della Knox, dalla religione agli studi universitari, dalle passioni culturali al sogno di diventare scrittrice, dalla sua infanzia all’idea di famiglia per finire con le tante lettere che riceve in carcere.

Nell’ultima lettera che è giunta a Rocco Girlanda da Amanda Knox proprio in questi giorni, la ragazza americana scrive, parlando della sua amica del cuore Madison Paxton, che è in arrivo in Italia in queste ore: “Immagino di vederla adesso dietro ogni angolo, come aspetto di vedere anche la mia libertà. E’ un tormento positivo, forse? Umberto Eco in Baudolino ha dichiarato che la fretta ha bisogno di tempo”.

Madison Paxton, ventitreenne di Seattle, laureata in discipline fotografiche all’Università di Washington, lavorerà per un periodo a Perugia dove svolgerà un tirocinio come fotografa presso il Corriere dell’Umbria, il quotidiano di cui è amministratore delegato lo stesso Rocco Girlanda.