Amanda Knox: “Voglio vedere la famiglia di Meredith”. Loro: “No, è imputata”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 gennaio 2014 12:36 | Ultimo aggiornamento: 9 gennaio 2014 12:37
Amanda Knox: "Voglio vedere la famiglia di Meredith". Loro: "No, è imputata"

Amanda Knox: “Voglio vedere la famiglia di Meredith”. Loro: “No, è imputata” (Foto LaPresse)

ROMA – “Sono innocente, voglio parlare con la famiglia di Meredith”. Amanda Knox, la studentessa imputata per l’omicidio di Meredith Kercher a Perugia lo ha detto in un’intervista a Repubblica. Ma alla richiesta di Amanda, replicano duri i legali della famiglia Kercher: “Amanda deve fare l’imputata. Questo è il momento di fare l’imputata. Si fermi nelle sue dichiarazioni”. Nonostante la ragazza si dica innocente, il rischio è quello di una condanna a 30 anni di carcere nel nuovo processo istituito nel tribunale di Firenze e a cui la ragazza non sarà presente. E se la condanna arriverà, dice Amanda, “sarò…come si dice…una latitante”.

Nell’intervista rilasciata a Repubblica la Knox ha detto:

“Quando li ho visti in aula al processo di Perugia  volevo salutarli e ho chiesto ai miei avvocati se poteva farlo. L’avvocato Carlo Della Vedova ha provato ad avvicinarsi a loro ma i loro legali lo hanno respinto”.

La studentessa americana proclama la sua innocenza, nonostante la famiglia di Meredith la ritenga colpevole:

“So però che mi credono l’assassina della loro figlia, sono convinti che l’abbia uccisa io e quindi anche ora non è ancora il momento di parlare loro. Quel giorno però verrà. Spero succeda dopo che la mia innocenza sarà stata definitivamente riconosciuta”.

Francesco Maresca, legale della famiglia Kercher, ha replicato:

“Amanda deve fare l’imputata. Questo è il momento di fare l’imputata. Si fermi nelle sue dichiarazioni. Ci aspettiamo una difesa precisa e puntuale come al solito – ha aggiunto Maresca – però anche i soliti argomenti difensivi. La Corte ha tutti gli elementi per decidere. Gli elementi sono sempre quelli che ci portiamo dal primo grado e che la Cassazione ha messo bene in luce in quella forte sentenza”.

Amanda ha spiegato che la decisione di non tornare in Italia per il processo è stata “una scelta sofferta”:

“In realtà avrei voluto venire in Italia ed essere presente in aula.  In Italia però sono stata arrestata e messa in prigione per quattro lunghi anni non sulla base di prove ma di supposizioni”.

Ai giornalisti che hanno chiesto a Maresca se i familiari di Meredith parteciperanno a qualche udienza, l’avvocato ha risposto:

“Per la sentenza probabilmente verranno in aula il fratello Lyle e la sorella Stephanie”.

Intanto  Luciano Ghirga e Carlo Dalla Vedova, avvocati della Knox, spiegano che la ragazza è preoccupata:

“Amanda è molto preoccupata perché si ritiene innocente, rischiando una condanna a 30 anni. Non dorme la notte e segue con attenzione il processo”.

Se dovesse arrivare una condanna, spiega Amanda

“sarò…come si dice…una latitante”.