Amaro, arrestato giudice Pietro Volpe: “Falsi dissequestri furgoni stranieri”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 febbraio 2014 14:19 | Ultimo aggiornamento: 3 febbraio 2014 14:25
Amaro, arrestato giudice Pietro Volpe: "Falsi dissequestri furgoni stranieri"

Amaro, arrestato giudice Pietro Volpe: “Falsi dissequestri furgoni stranieri”

UDINE – Emetteva falsi decreti di dissequestro in favore di furgoni ucraini che trasportavano abusivamente merce sulla tratta Venezia-Trieste. Con questa accusa Pietro Volpe, coordinatore dei Giudici di Pace di Udine, è stato arrestato la mattina del 3 febbraio nell’ambito di un’indagine della Procura di Bologna e condotta dalla Polizia stradale di Amaro, in provincia di Udine.  

Tra i denunciati anche Antonio Traverso, l’ex Giudice di Pace di Pontebba, Gennaro Turco, ex sottufficiale della Guardia di Finanza di Trieste, e un avvocato di Udine, Andrea Tascioni.

Le indagini sono iniziate lo scorso gennaio 2013, quando gli investigatori della Polizia Stradale hanno iniziato accertamenti sui transiti di veicoli ucraini che effettuano un trasporto merci conto terzi dall’Italia. In particolare era emerso che sull’autostrada A4 Venezia-Trieste settimanalmente ne transitavano circa 500/600, ognuno dei quali esportava pacchi e colli in Ucraina, principalmente nei fine settimana, per un totale approssimativo di tremila chilogrammi a settimana per ogni furgone, circa il doppio del peso consentito e senza alcun tipo di autorizzazione.

Il prezzo richiesto per il trasporto abusivo era di 1,5 o 2 euro a chilogrammo, per un giro di affari di circa 4.500 euro a furgone a settimana, in totale circa 2,7 milioni a settimana. Una volta fermati dalla Polizia Stradale, agli autisti veniva contestata una violazione amministrativa di 4.130 euro con il fermo amministrativo del veicolo per tre mesi. Ma il mattino seguente Volpe, in veste di avvocato, si presentava alla Polstrada esibendo un decreto emesso da Traverso, Giudice di Pace di Pontebba, con la sospensione della sanzione per rinvio del giudizio. All’udienza, logicamente, il cittadino extracomunitario non si presentava, e comunque aveva già eseguito il trasporto abusivo.

I due giudici affermavano inoltre che la violazione era avvenuta sotto la competenza territoriale del Giudice di Pontebba, dichiarando che i veicoli erano entrati in Italia attraverso il confine di Tarvisio (Udine), mentre invece erano entrati da Trieste o da Gorizia. Nel corso di un’udienza davanti a Traverso, personale della polizia municipale di Rimini, convocato per aver redatto verbali per trasporto abusivo di merci, aveva notato che ancor prima del dibattimento il giudice aveva già il testo della sentenza.

Il fascicolo, inizialmente sotto la competenza della Procura di Tolmezzo (Udine) è stato quindi trasmesso per competenza alla Procura di Bologna. Con intercettazioni telefoniche e di posta elettronica è stato accertato che Volpe, dopo la pensione di Traverso, aveva escogitato un nuovo sistema. La Polstrada di Udine e di Amaro ha quindi accertato che Volpe, con la connivenza di Tascioni avrebbe “pilotato” al suo ufficio di Giudice di Pace i ricorsi, promettendo dissequestro e giudizio rinviato.

Il quadro accusatorio ha portato la magistratura bolognese a emettere la misura cautelare nei confronti di Volpe per i reati di corruzione in atti d’ufficio, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale, abuso d’ufficio e violenza a pubblico ufficiale. Nei confronti dei tre indagati sono ipotizzati il concorso in falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale e corruzione in atti d’ufficio. Sono state inoltre eseguite perquisizioni agli uffici del Giudice di Pace di Pontebba e Udine, con il sequestro dei fascicoli pertinenti all’indagine, nello studio di Tascioni e nell’abitazione di Turco.