Amazon, niente consegne a Milano e Lombardia: sciopero dei driver il 26 febbraio

di Alberto Francavilla
Pubblicato il 26 febbraio 2019 8:33 | Ultimo aggiornamento: 26 febbraio 2019 8:44
Amazon, no consegne a Milano e Lombardia: sciopero dei driver il 26 febbraio

Amazon, niente consegne a Milano e Lombardia: sciopero dei driver il 26 febbraio (foto d’archivio Ansa)

MILANO – Niente consegne con Amazon a Milano e in Lombardia oggi martedì 26 febbraio 2019. Gli autisti (o driver) del colosso digitale hanno indetto una giornata di stop con tanto di presidio sotto gli uffici della sede. I driver protestano per i turni di lavoro, definiti estenuanti, e per il carico di fatica, aumentato dopo le vacanze di Natale. Durante il periodo festivo infatti erano aumentate le assunzioni (per via dell’aumento delle consegne), ma si trattava di assunzioni per cui, è il punto di vista dei lavoratori, passata la festa si è tornati a ranghi ridotti, mentre le consegne sono rimaste numerose. Il presidio dei lavoratori organizzati dalle sigle sindacali vede anche la partecipazione di Maurizio Landini, segretario generale della Cgil.

“Torniamo a scioperare nella filiera di Amazon per denunciare i carichi di lavoro a cui sono sottoposti i driver che tutti i giorni consegnano i pacchi nelle case dei consumatori digitali – si legge nella nota diffusa a Milano – I driver sono in definitiva la faccia con la quale Amazon entra in contatto con i propri clienti, eppure oggi sono quelli sottoposti a ritmi di lavoro estenuanti, un numero di pacchi consegnati che arriva anche al doppio della media. Un sovraccarico che mette a rischio la sicurezza dei lavoratori e la qualità del servizio offerto”.

Durante il periodo di novembre e dicembre, denunciano i lavoratori, il numero dei dipendenti assunti per le consegne dalle aziende in appalto ad Amazon è triplicato ma erano tutte assunzioni a tempo determinato: e, dopo Natale, “decine di lavoratori e lavoratrici sono rimasti a casa. Tuttavia le quote di mercato conquistate da Amazon aumentano ma non ne consegue un efficiente incremento del personale”.

Le consegne ai clienti di Amazon “vengono fatte attraverso piccole e medie imprese specializzate, che devono rispettare il Codice di condotta dei fornitori e garantire che gli autisti ricevano compensi adeguati”. E’ la risposta di Amazon ai sindacati che hanno proclamato lo sciopero. Amazon in una nota afferma tra l’altro che le imprese di consegna devono assicurare che gli autisti “siano trattati con rispetto, si attengano a tutte le normative vigenti e al codice della strada, e guidino in modo sicuro. Amazon effettua verifiche regolari e conduce indagini su qualsiasi segnalazione di non conformità”. 

Quanto ai carichi di lavoro, prosegue la nota “il numero di pacchi da consegnare è assegnato ai fornitori di servizi di consegna in maniera appropriata e si basa sulla densità dell’area in cui devono essere effettuate le consegne, sulle ore di lavoro, sulla distanza che devono percorrere. Amazon assegna le rotte ai fornitori di servizi di consegna che poi le assegnano ai loro autisti sulla base della loro disponibilità”. Inoltre “circa il 90% degli autisti termina la propria giornata di lavoro prima delle 9 ore previste. Nel caso in cui venga richiesto straordinario, viene pagato il 30% in più come previsto dal contratto nazionale Trasporti e Logistica”.

Fonte Agi.