Ambulanti abusivi – merce rubata: sinistra tollera e Genova vota Lega

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 Giugno 2015 11:46 | Ultimo aggiornamento: 3 Giugno 2015 11:46
Ambulanti abusivi - merce rubata: sinistra tollera e Genova vota Lega

Il mercato di via Turati a Genova

GENOVA – Basta vedere i numeri per capire che a Genova, zona porto, in due anni qualcosa è cambiato. Nella circoscrizione Molo la Lega Nord alle politiche 2013 aveva preso una miseria: 1,5%. Alle amministrative 2015 ha preso il 15%. Risultati analoghi a Prè, il quartiere contiguo. Nei caruggi della Maddalena, la zona delle lucciole ma ora luogo di malavita, la Lega di Salvini è al 20%. Perché questa crescita e perché proprio in questi quartieri?

La risposta è semplice: basta vederli, questi quartieri. Racconta Marco Imarisio per il Corriere della Sera che questa è la zona del grande mercato ambulante. Trecento, forse quattrocento, venditori abusivi. Quasi tutti stranieri. Si spostano giorno per giorno di qualche metro. Hanno merce che è eufemismo definire di dubbia provenienza. Spesso è rubata. Vestiti presi dai cassonetti gialli quando addirittura non presi direttamente da chi è così “imprudente” da stendere la propria biancheria all’aperto.

A rimetterci, prima ancora dei cittadini che si ritrovano in mezzo al degrado sono gli ambulanti regolari. Quelli che pagano al comune 7-8mila euro l’anno di concessione per avere il diritto di occupare quello spazio. Hanno il diritto, non lo spazio. Spesso lo trovano occupato dagli irregolari e, è l’accusa che serpeggia e ha preso piede tra la cittadinanza, la giunta del comune di Marco Doria non fa assolutamente nulla.

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Anche e soprattutto per questo a Genova la Lega ha spiccato il volo. Perché esiste una domanda di legalità e di pubblica decenza da parte della cittadinanza a cui la sinistra di governo non ha saputo o voluto dare una risposta. Non a caso a Genova, spiega sempre il Corriere,

Il leghista Edoardo Rixi ha picchiato come un fabbro sull’inerzia della sinistra genovese, certo che gli elettori non avrebbero fatto distinzioni tra responsabilità dell’amministrazione comunale e Regione. È stato il più votato in città, con 9.700 preferenze.

Per il sindaco, però, il mercato di via Turati è “un esempio di scambio, baratto, di quella economia circolare di cui spesso parliamo con progetti ambiziosi”. A Genova rischia di rimanere il solo a pensarla così.