Roma. “Siete in ritardo”, operatori del 118 picchiati dai familiari del malato

Pubblicato il 15 luglio 2010 14:21 | Ultimo aggiornamento: 15 luglio 2010 15:09

Da soccorritori a vittime. Due operatori del 118 di Roma sono stati presi a calci e pugni perché, il compagno e due conoscenti della donna da soccorrere, sostenevano che l’ambulanza era in ritardo. Un’aggressione efferata che ha fatto finire i due in ospedale in codice rosso, mentre la donna, vittima di una crisi d’ansia, era ‘solo’ un codice verde.

Il fatto è avvenuto mercoledì 14 luglio. L’ambulanza, partita dalla postazione Marcigliana secondo quanto riferisce l’Ares, è arrivata via Giulio Pasquali, quartiere Vigne Nuove, alle 18.59, 11 minuti dopo la chiamata. Troppi secondo i tre che appena hanno visto l’ambulanza hanno cominciato a inveire contro i due e a prendere a calci il mezzo.

Poi, non contenti, quando l’infermiere è sceso e stava estraendo la barella lo hanno colpito al volto con alcuni pugni. L’operatore è rientrato nel mezzo per chiedere via radio l’intervento delle forze dell’ordine, ma gli è stato strappato di mano il microfono,è  stato trascinato a forza fuori dall’abitacolo e ancora picchiato e anche minacciato di morte. Anche l’autista, intervenuto a sostegno del collega, è stato colpito più volte con calci e pugni.

Nonostante l’aggressione, il personale sanitario è riuscito comunque a soccorre la donna, trasportandola in codice verde al Pronto soccorso dell’ospedale Sant’Andrea. Nella stessa struttura sono stati visitati l’infermiere e l’autista aggrediti, a cui sono stati dati rispettivamente dieci e cinque giorni di prognosi. I tre sono stati denunciati sia dall’Ares che dalle vittime.