Amianto Olivetti, Procura Ivrea apre fascicolo bis

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 settembre 2014 19:57 | Ultimo aggiornamento: 27 settembre 2014 20:23
Amianto Olivetti, Procura Ivrea apre fascicolo bis

Amianto Olivetti, Procura Ivrea apre fascicolo bis

IVREA  – La Procura di Ivrea ha aperto un fascicolo bis per le morti da amianto alla Olivetti. A darne notizia è l’agenzia Ansa con un lancio ermetico in cui non si fanno nomi.

Al momento, quindi, i nomi degli indagati restano gli stessi della prima indagine, ben 39. Tra loro Carlo, Franco e Rodolfo De Benedetti, Corrado Passera, Roberto Colaninno e Camillo Olivetti. L’ipotesi di accusa è quella di lesioni e omicidio colposo. In particolare le indagini riguardano le malattie, di sospetta origine professionale, che colpirono una quindicina di lavoratori dell’azienda. 

Nell’inchiesta, che non è ancora conclusa, stanno confluendo altri casi di patologie di sospetta origine professionale. I reati ipotizzati sono gli stessi che figurano nell’indagine conclusa nei giorni scorsi.

Questo secondo fascicolo, secondo quanto appreso, riguarderebbe altri casi – almeno sei – di morte per mesotelioma pleurico.

Si aggiungono ai 14 casi del fascicolo principale, per i quali nei giorni scorsi la Procura di Ivrea ha notificato il rituale avviso di chiusura indagine a trentanove persone – accusate a vario titolo di omicidio e lesioni colpose – che, a partire dagli anni Sessanta, hanno ricoperto incarichi dirigenziali e di vertice nella società e nelle sue articolazioni

Non si tratta di una nuova inchiesta, dunque, ma un ‘Olivetti bis’, per non rallentare il corso del procedimento principale e, al tempo stesso, proseguire gli accertamenti.    Ad essere colpiti dalle patologie per le quali i magistrati eporediesi indagano, ovvero mesotelioma pleurico e mesotelioma peritoneale, sono anche in questo caso lavoratori della Olivetti adibiti a varie mansioni. Dal montaggio delle macchine per scrivere alla manutenzione delle macchine utensili, ma anche verniciatura e altro.

Le fibre di amianto erano presenti nel talco utilizzato per alcune operazioni. Secondo le indagini, però, si disperdevano negli ambienti anche per le condizioni dei locali e per quella che il procuratore capo di Ivrea, Giuseppe Ferrando, ha definito “carenza di prevenzione”.

Omicidio colposo e lesioni colpose i reati ipotizzati anche nel fascicolo bis, gli stessi che compaiono nell’avviso di chiusura indagine notificato nei giorni scorsi a trentanove persone che, a partire dagli anni Sessanta, hanno ricoperto incarichi di vertice nella società e nelle sue articolazioni.

De Benedetti, a.d. e presidente del Consiglio di amministrazione dal 1978 al 1996,  ha ribadito la sua “totale estraneità” ai fatti contestati.