Amministrative in Sardegna e Sicilia, affluenza in calo

Pubblicato il 30 maggio 2010 21:04 | Ultimo aggiornamento: 30 maggio 2010 21:04

Si va verso la vittoria del partito dell’astensione in Sardegna, dove oggi e domani si vota per il rinnovo delle 8 Province e di 176 Comuni, tre dei quali capoluoghi (Sassari, Nuoro e Iglesias). Il dato sull’affluenza delle provinciali, alle 19, del 26,2% registra un calo di otto punti rispetto alle precedenti elezioni, ma di ben 10 se raffrontato con le regionali dell’anno scorso. Più alto il dato delle comunali (35,2%), ma sempre inferiore al precedente (40,5%).

Scarsa affluenza anche in Sicilia, dove si vota in 41 Comuni (12 con sistema proporzionale e 29 con quello maggioritario) tra cui un capoluogo di provincia, Enna: 33,7% alle 19 (alle 12 era stata del 10,5%). In Trentino-Alto Adige, invece, dove si sta svolgendo il ballottaggio per l’elezione del sindaco in 13 Comuni, alle 17 l’affluenza era del 34,4% (nel primo turno del 16 maggio, alla stessa ora, l’affluenza nei comuni in cui si vota oggi era stata del 43%).

Nelle provinciali in Sardegna la scarsa affluenza potrebbe anche essere letta come un segnale di disaffezione, da parte degli elettori, verso questi enti, proprio mentre si discute della loro abolizione. Un appuntamento elettorale che costituisce un momento particolarmente significativo per le quattro Province di ultima istituzione (Carbonia-Iglesias, Medio Campidano, Ogliastra Olbia-Tempio), giunte al termine del primo mandato amministrativo. Delle 8 province solo una, Oristano, è stata amministrata dal centrosinistra.

Ma ad influire sulla scarsa affluenza, oltre alla prima domenica di gran caldo nell’isola che ha spinto la gente verso il mare, potrebbero aver influito anche una campagna elettorale non esaltante, con il mancato arrivo dei big nazionali, e segnata da polemiche e scontri interni ai due poli. In generale, dopo le regionali nella Penisola, le elezioni in Sardegna rappresentano un ulteriore test per gli equilibri dei partiti a livello nazionale, ma soprattutto un test per la Giunta regionale di centrodestra, a poco più di un anno dal suo insediamento, con lo scandalo dell’eolico che in queste settimane ha travolto il suo presidente Ugo Cappellacci, che proprio subito dopo le lezioni, martedì mattina in Consiglio regionale, riferirà sulla vicenda giudiziaria che lo vede coinvolto.

Domani si vota dalle 7 alle 15. Subito dopo la chiusura dei seggi, inizierà lo scrutinio. L’eventuale turno di ballottaggio é fissato per domenica 13 e lunedì 14 giugno.