Amsterdam: giovane cuoco torinese trovato morto in un canale

Pubblicato il 11 luglio 2010 12:10 | Ultimo aggiornamento: 11 luglio 2010 19:06

È giallo sulla morte di un giovane torinese il cui corpo è stato trovato senza vita nelle acque di un canale a Neck, nei pressi di Amsterdam.

La vittima, Simone Recrosio, 22 anni, è un cuoco di Ronco Canavese che da due anni viveva nella capitale olandese dove aveva trovato lavoro come chef in un ristorante italiano. La morte è avvenuta la notte tra mercoledì 7 e giovedì 8 luglio. La mattina successiva, i colleghi, non vedendolo arrivare al lavoro, hanno dato l’allarme.

Gli ultimi contatti con la famiglia, la madre Linda e il padre Almos, invece, risalgono a lunedì tramite Skype: il ragazzo si era detto contento di come stessero andando le cose. La polizia del luogo, per il momento, non esclude nessuna ipotesi, dalla caduta accidentale allo scontro tra la sua bicicletta, trovata nei pressi del canale, e un’auto, fino all’aggressione culminata con un omicidio.

La morte di Recrosio per il momento resta senza apparenti spiegazioni: è avvenuta in una città in cui lavorava da due anni e cui aveva sempre detto di trovarsi bene. A fare luce sulle cause del suo decesso sarà soltanto l’autopsia disposta dalle autorità locali, che sarà effettuata nei prossimi giorni.

Il ragazzo aveva finito di lavorare mercoledì sera e si era recato in un locale con la sua bicicletta, mezzo di trasporto utilizzato quasi da tutti in Olanda, che è  stata trovata la mattina successiva proprio vicino al canale. A dare l’allarme erano stati i colleghi, che si erano preoccupati non vedendolo arrivare al lavoro, visto che era una persona puntuale e precisa. Per recuperare il cadavere i vigili del fuoco hanno usato squadre di sommozzatori.

Secondo alcune testimonianze, apparse su un sito internet di informazione olandese, vicino al canale è stata trovata anche una pozza di sangue, che potrebbe essere segnale di un incidente o di un’aggressione. E queste sono le principali ipotesi sulle quali sta lavorando la polizia di Waterland, il distretto di cui fa parte Neck.

Sembrerebbe esclusa, invece, l’ipotesi del suicidio, anche perché il ragazzo aveva sempre detto alla famiglia e agli amici di trovarsi bene ed era apparso allegro fino all’ultimo giorno. Mario Uva, il ristoratore italiano titolare del locale di Amsterdam in cui Recrosio lavorava, ha raggiunto la famiglia a Ronco Canavese per portarle il proprio conforto.

”Per me è stato come perdere un figlio”, ha detto in lacrime ad Almos e Linda, i genitori del ragazzo, che era figlio unico. Il padre si è  poi recato ad Amsterdam per seguire le procedure dell’ autopsia e del rimpatrio della salma. Simone era per tutti un giovane laborioso e preparato, senza nessun vizio.

Aveva studiato all’istituto alberghiero e, dopo il diploma come cuoco, non si era lasciato sfuggire l’opportunita’ di un’esperienza lavorativa all’estero. Aveva tanti amici in val Soana, dove abitava prima di partire, e anche in Olanda, come testimoniano i numerosi messaggi di cordoglio apparsi sui siti internet del posto a commento della notizia della sua morte. Della vicenda sono stati informati la Farnesina e il Consolato italiano ad Amsterdam, anche se a svolgere le indagini sara’ soltanto la polizia olandese. Non è escluso che, se non si trovassero riscontri, il caso possa venire archiviato come irrisolto.