AncelorMittal, dirigenti ex Ilva ai Pm: “Ogni stop altoforno porta sempre danni. I manager ci dissero di utilizzare qualità più bassa”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 Novembre 2019 17:03 | Ultimo aggiornamento: 22 Novembre 2019 17:03
AncelorMittal, un dirigente ai Pm: "Ogni stop altoforno porta sempre danni"

Operai davanti all’ingresso dello stabilimento ex Ilva di Taranto (foto ANSA)

ROMA -“Ogni fermata di un altoforno e il successivo raffreddamento, seppur operato seguendo le migliori pratiche non è mai senza danni”. Danni la cui entità “si può verificare solo quando si riparte”. Lo ha detto l’altro ieri, 20 novembre, ai pm di Milano che indagano sul caso ArcelorMittal-Ilva un dirigente della multinazionale, aggiungendo che “i danni ci sono sempre”. Il passaggio del verbale è riportato nell’atto di costituzione della Procura nel contenzioso civile.

Secondo il dirigente di ArcelorMittal, sentito come testimone dai pm di Milano, quando si spegne un altoforno “i danni ci sono sempre, si tratta di verificarne l’entità. In ogni caso – ha aggiunto nel verbale – si riduce la vita tecnica dell’impianto. L’altoforno per sua natura nasce per essere gestito con continuità”. Il manager ha poi sottolineato che “le cokerie sono ancora più complicate e delicate. Le eventuali fessurazioni o micro fessurazioni – ha affermato – hanno immediatamente un risvolto ambientale in quanto le fratture del refrattario permettono il trafilaggio di polveri del fossile all’interno dei fumi di combustione con le relative emissioni”.

“I manager esteri sostenevano che per l’attuale ‘marcia’ degli impianti (vale a dire la produzione di 6 mln di tonnellate di acciaio), la qualità delle materie prime fosse troppo alta e che occorresse utilizzarne di qualità inferiore per abbattere i costi”, è la dichiarazione di un altro dirigente in un’altra deposizione.

AncelorMittal, denuncia Usb: “Fumi non convogliati in reparto CCO4”

L’Usb ha inviato un esposto-denuncia alla procura della Repubblica, allo Spesal (Servizio di prevenzione e sicurezza negli ambiente di Lavoro dell’Asl), all’Arpa Puglia e al Dipartimento Ambiente della Regione Puglia segnalando “anomalie gravi di sicurezza” nell’area Acciaieria 2 di ArcelorMittal. In particolare si fa riferimento a emissioni di fumi non convogliati, presenza di travi strutturali corrose in zona CCO4 (Colata continua), pulpito di colaggio della CCO4 con vetri rotti e pavimentazione disconnessa, perdita di olio dai flessibili di comando apertura e chiusura del cassetto siviera”.

Secondo il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di Usb, Alessandro D’Amone, “nella fase di collegamento della siviera ai flessibili di comando apertura e chiusura cassetto e durante la fase del passaggio ossigeno cassetto siviera (apertura non spontanea), i lavoratori sono esposti a proiezioni di acciaio liquido”. Il sindacato chiede inoltre “la verifica sulla bonifica amianto in zona Carroponte denominato “CP 81”. Proprio oggi i carabinieri hanno compiuto, su delega della procura, una ispezione nello stabilimento nell’ambito delle indagini avviate dopo l’esposto dei commissari dell’Ilva in As. Le verifiche riguardano le operazioni di bonifica nello stabilimento, la situazione generale della fabbrica, le attività di manutenzione finora eseguite e la sicurezza sul lavoro.

Fonte: ANSA.