Ancona, il delirio del killer di Michele Martedì: “Ha ucciso il cantante dei Linkin Park”. Che è morto suicida

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Dicembre 2020 14:09 | Ultimo aggiornamento: 9 Dicembre 2020 14:09
Ancona, il delirio del killer di Michele Martedì: "Ha ucciso il cantante dei Linkin Park". Che è morto suicida

Ancona, il delirio del killer di Michele Martedì: “Ha ucciso il cantante dei Linkin Park”. Che è morto suicida (Foto d’archivio Ansa)

Prima messaggi deliranti sui social, poi l’aggressione a coltellate che ha ucciso Michele Martedì, 26 anni, nei pressi di via Maggini, nel quartiere Pinocchio, ad Ancona. I carabinieri, chiamati da alcune persone hanno rintracciato dopo pochi minuti l’assassino. Un coetaneo ed ex compagno di scuola che si era rifugiato in casa di conoscenti. Era ancora in possesso dell’arma del delitto, un coltello a serramanico.

La vittima è stata colpita con ferocia, raggiunta da 9 coltellate che hanno toccato parti vitali del corpo. Il giovane è morto quasi subito, i sanitari del 118 hanno tentato invano di rianimarlo. Un delitto che non ha ancora un movente, a parte il delirio dell’assassino.

Tra gli elementi al vaglio degli inquirenti infatti c’è un video sui profili social dell’aggressore, pieno di rancore e insulti nei confronti di Michele Martedì e anche per la gente del quartiere. Non parla di uccidere l’ex compagno di scuola delle medie, ma gli attribuisce, ossessivamente, una serie di colpe.

Il delirio social del killer di Michele Martedì

Il killer dice che Martedì ha causato la morte di Chester Bennington, frontman dei Linkin Park, in realtà morto suicida nel 2017. E ancora, in un crescendo di turpiloquio, di avergli rovinato una storia d’amore con “una che mi piaceva”, ma che in realtà non è mai esistita.

Un’animosità di cui altri erano a conoscenza, sembra di capire dal video: “Non potevo neppure menarlo, lui chiamava mia madre e le diceva: ‘lui mi vuole menare, bisogna che si cura’”.

Alcuni vicini parlano di un gruppo di giovani che si frequentava sia pure occasionalmente. Secondo altre testimoni, che hanno parlato con i carabinieri, invece i due, dopo gli anni di scuola, erano solo conoscenti, non amici. Il killer da tempo era disoccupato e avrebbe preso di mira Martedì, che lavorava come parrucchiere e praticava il calcio a 5. Da appurare, quindi, se il killer avesse disturbi psichici e se fosse in cura presso qualche professionista o seguito dai servizi sanitari. (Fonte Ansa).