Bocelli e coronavirus: “Sono un ottimista non un negazionista”. Poi la frase su Napoli…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 Luglio 2020 10:20 | Ultimo aggiornamento: 28 Luglio 2020 12:29
Bocelli e coronavirus: "Sono un ottimista non un negazionista". Poi la frase su Napoli...

Bocelli e coronavirus: “Sono un ottimista non un negazionista”. Poi la frase su Napoli… (Foto Ansa)

Andrea Bocelli non sta a passare per negazionista del coronavirus: “Sono stato frainteso, io sono un ottimista”. Il cantante torna così sulle polemiche nate per alcune sue frasi.

Bocelli infatti durante il convegno “Covid-19 in Italia, tra informazione, scienza e diritti” organizzato da Armando Siri e Vittorio Sgarbi al Senato a cui ha partecipato anche Matteo Salvini aveva detto:

“Ho accettato questo invito ma sono lontano dalla politica. Durante il lockdown ho anche cercato di immedesimarmi con chi doveva prendere decisioni difficili”.

“Ma poi le cose non sono andate bene. Man mano che il tempo passava, non ho mai conosciuto nessuno che fosse andato in terapia intensiva, quindi perché questa gravità? Umiliato ed offeso per il divieto di uscire di casa”.

“Poi mi sono sentito umiliato e offeso per il divieto di uscire da casa. Ammetto che ho violato il divieto”. 

Poco dopo il cantante ha voluto spiegare: “Sono stato frainteso, io sono un ottimista per natura e voglio sperare che da qui si voglia e si possa ripartire”.

Bocelli e la frase su Napoli.

Sul palco della Milanesiana insieme al filosofo francese Bernard-Henri Lévy Bocelli ha pronunciato un’altra frase destinata a far discutere:

“Noto che anche qui, stasera, per fortuna siamo insieme e abbastanza vicini. Del resto, anche Napoli dopo la vittoria in coppa Italia ha fatto il diavolo a quattro e non è successo niente per fortuna. Io sono ottimista di natura”.

La risposta di Fedez ai negazionisti del coronavirus.

In un post il cantante Fedez, probabilmente anche in risposta a Bocelli, scrive: “Se non conoscete nessuno che sia stato in terapia intensiva e vi permettete di instillare il dubbio che la pandemia sia stata fantascienza – scrive il rapper su Twitter – vi presento un mio amico che causa Covid ha dovuto subire un trapianto di polmoni a 18 anni. Poi fare silenzio ogni tanto non fa male eh”. (Fonti Instagram, Fanpage e Agenzia Vista /Alexander Jakhnagiev).