Andrea Loris Stival, Veronica Panarello perde fratellino Diego: affidato a padre

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Marzo 2015 9:50 | Ultimo aggiornamento: 4 Marzo 2015 9:50
Andrea Loris Stival, Veronica Panarello perde fratellino Diego: affidato a padre

Andrea Loris Stival, Veronica Panarello perde fratellino Diego: affidato a padre (foto Ansa)

RAGUSA – Diego Stival, il fratellino di 4 anni di Andrea Loris, è stato affidato solo al padre Davide. Il Tribunale per i minorenni di Catania ha nominato tutore unico del piccolo un solo genitore. Il provvedimento di affidamento esclusivo è stato adottato dopo la relazione dei servizi sociali anche alla luce della “presenza rassicurante della nonna paterna (e non: materna)”. La mamma, Veronica Panarello, è detenuta nel carcere di Agrigento con l’accusa di avere ucciso il figlio Loris, di 8 anni, il 29 novembre 2014 a Santa Croce Camerina (Rg), e di averne gettato il corpicino in un canalone. Pochi giorni fa Veronica, dal carcere, aveva detto che se non le avessero fatto vedere il figlio sarebbe morta.

Intanto il Gip di Ragusa, Claudio Maggioni, ha fissato per il prossimo 11 marzo l’incidente probatorio sull’acquisizione delle registrazioni dei filmati delle telecamere di Santa Croce Camerina agli atti dell’inchiesta della Procura. All’incidente probatorio, oltre ai magistrati, parteciperanno gli avvocati dei due indagati nell’inchiesta, la mamma di Loris e Orazio Fidone, il ‘cacciatore’ che ha trovato il corpo del piccolo nel canalone di contrada Mulino Vecchio, e della parte lesa, Daniele Stival, il papà di Loris. I filmati delle telecamere di sorveglianza del paese del ragusano sono il cuore dell’inchiesta coordinata dal procuratore Carmelo Petralia e dal sostituto Marco Rota, che hanno delegato le indagini a polizia di Stato, squadra mobile e carabinieri.

Sono le riprese, per il Tribunale del riesame di Catania che ha confermato la detenzione cautelare in carcere, ad Agrigento, della mamma di Loris, ad ‘accusare’ la donna: “L’evidenza delle immagini nitide, che più volte sono state visionate dal collegio – scrivono i giudici – conclama il mendacio della Panarello”. Perché lasciano irrisolto il contrasto tra la sua categorica affermazione di “avere accompagnato quel giorno Loris a scuola” e la tesi della Procura: “la sua auto fa un altro percorso e passa per due volte vicino al luogo dove è poi trovato il corpo del bambino, quindi mente”.